La Banca Alternativa, progetto in crescita e che dà utili
La Banca Alternativa (ABS), un piccolo istituto di credito che opera in base a criteri etico-ecologici e sociali, ha chiuso il suo decimo anno di esistenza e di crescita con un aumento del 7 per cento della somma di bilancio ed un incremento dell'utile lordo di quasi il 10 per cento.
La storia dell’ABS ebbe inizio nel 1982, quando 500 dei 3.000 soci della “Dichiarazione di Berna” (associazione d’orientamento terzomondista ed ecologista) si dichiararono disponibili ad investire una parte dei loro risparmi in una “società alternativa d’investimenti”, con lo scopo di costituire un azionariato critico rispetto alle grandi banche ed alle grandi ditte. Ma dopo qualche tentativo, generoso ma sostanzialmente inutile, di contestazione nelle assemblee generali degli azionisti, il 1. aprile1987 un gruppo di lavoro cominciò a studiare la fondazione di una banca alternativa.
L’idea incontrò subito l’adesione entusiasta di 120 organizzazioni e di 1.600 singoli sostenitori, per un totale di oltre 300.000 persone che s’impegnarono a versare una quota annua di 200 franchi. Ottenuta l’autorizzazione nel 1990, l’ABS cominciò il suo primo anno d’esercizio, il 1991, con un capitale proprio di 9,5 milioni di franchi e lo concluse con una somma di bilancio di 57 milioni di franchi.
Da allora, il bilancio dell’ABS non ha fatto che crescere: nel 1993 era di oltre122 milioni di franchi; tre anni dopo aveva superato i 234 milioni, divenuti quasi il doppio (442,9 milioni) nel 2000. Il numero dei clienti, dagli inziali 3.750 è arrivato a 16.432, con un valore medio depositato di oltre 24 mila franchi.
Il tasso di crescita dell’avere complessivo della clientela (indice fondamentale del successo che riscuote una banca) è aumentato nel 2000 del 6 per cento e sfiora i 400 milioni di franchi.La Banca Alternativa presta un normale servizio di risparmio e di credito. I depositi vengono normalmente remunerati; ma i clienti possono rinunciare in tutto o in parte a tali interessi per contribuire ad abbassare i costi dei creditio per alimentare un fondo di sostegno a progetti degni di particolare incoraggiamento.
Ma la forza della Banca Alternativa sta soprattutto nei crediti, concessi unicamente a chi promuove progetti nell’ecologia, nell’autogestione, nella tecnologia armoniosa”, nell’habitat comunitario, nell’emancipazione delle donne e negli spazi culturali autonomi.
Attualmente, il consiglio d’amministrazione ha deciso di ampliare il ventaglio dei prodotti offerti e si prepara a lanciare fondi d’investimento ecologici e sociali. Altri investimenti previsti nell’informatica e nel personale segnalano una concreta volontà di porre le premesse per una continua, ulteriore crescita. L’ABS conta 55 collaboratori e non versa “bonus” o particolari benefici ai suoi dirigenti.
Silvano De Pietro
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