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La Banca nazionale allenta la politica monetaria

Keystone Archive

La Banca nazionale svizzera (BNS) ha annunciato giovedì una riduzione di un quarto di punto della fascia di oscillazione del Libor (London Interbank Offered Rate) a tre mesi, che scende così al 2,75 - 3,75 percento. La mossa ha sorpreso gli ambienti finanziari.

Rispetto a fine 2000 la pressione inflazionistica è leggermente diminuita, né si prevedono a media scadenza nuove minacce per la stabilità dei prezzi. Tale situazione permette una lieve riduzione dei tassi di riferimento, osserva la BNS in una nota.

La congiuntura ha registrato un rallentamento, ma le prospettive restano buone. I rischi legati alla situazione internazionale sono però cresciuti, indica la BNS, che intende mantenere il Libor nella zona mediana della banda di oscillazione, fino a nuovo avviso. Quella di giovedì è la prima riduzione della fascia di oscillazione del Libor a tre mesi, dalla sua introduzione quale strumento di politica monetaria a inizio 2000. L’ultima modifica, un aumento di mezzo punto, risale al 15 giugno 2000.

La congiuntura ha raggiunto l’apice nel primo trimestre 2000, rammenta la banca centrale. Il tasso d’espansione del prodotto interno lordo si era fissato al 3,9 percento su base annua. Da allora il ritmo è diminuito, scendendo al 2,5 percento negli ultimi tre mesi dell’anno scorso. Con la stabilizzazione verificatasi nel secondo semestre, la crescita ha raggiunto la velocità di crociera a medio termine.

La decisione della BNS ha sorpreso gli ambienti finanziari. Rudolf Walser, membro della direzione di economiesuisse (Federazione delle imprese svizzere), rileva che la sua organizzazione non si attendeva variazioni. Per Walser, la banca centrale desiderava dare un «segno di fiducia» per quanto riguarda l’evoluzione della congiuntura.

Secondo Serge Gaillard, segretario centrale dell’Unione sindacale svizzera (USS), la decisione a sorpresa della BNS mostra che non si occupa più solo esclusivamente della stabilità dei prezzi. «È un buon segno», osserva il sindacalista.

Secondo Hanspeter Hausheer, economista presso UBS Warburg, si tratta di una «misura cautelativa» visto il rallentamento della congiuntura americana e i problemi riscontrati in Asia. Per l’esperto la crescita economica svizzera è tuttora solida; per tale ragione la misura della BNS rappresenta una sorpresa.

La mossa della BNS è opportuna secondo Walter Metzler, capo dell’analisi dei mercati finanziari presso il Credit Suisse. Si tratta di una decisione orientata al futuro, secondo l’esperto.

swissinfo e agenzie

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