La Borsa svizzera si allea con Tradepoint per non diventare una piazza marginale
La Borsa svizzera e la borsa privata britannica Tradepoint hanno annunciato lunedì la firma di un accordo di cooperazione per la costituzione della piattaforma di negoziazione comune «virt-x».
L’accordo per questa prima piazza paneuropea per i valori guida è stato siglato venerdì e avvierà le contrattazioni nel primo trimestre dell’anno prossimo, indica una nota. La transazione deve ancora ottenere il via libera degli azionisti di Tradepoint. L’assemblea è convocata per metà novembre.
In base agli accordi di cooperazione, Tradepoint cambierà il nome, trasformandosi in «virt-x» (che sta per Virtual Exchange). La Borsa svizzera acquisterà il 38,9 percento di «virt-x» tramite l’emissione di circa 108,45 milioni di azioni, pari a un valore di mercato di 330 milioni di franchi. Anche Tradepoint rileverà una quota equivalente. Il resto rimarrà in mano al pubblico.
Virt-x utilizzerà il sistema di contrattazione elettronico EBS sviluppato dalla Borsa svizzera. Quest’ultima affidera a virt-x tutte le contrattazioni dei blue chips.
La Borsa svizzera aveva avvicinato Tradepoint in seguito agli accordi e alle fusioni tra le diverse borse mondiali, come, ad esempio, l’annuncio di Euronext, alleanza fra i mercati di Parigi, Bruxelles e Amsterdam. Ricordiamo che anche Francoforte e Londra avevano avviato e poi abbandonato un progetto di collaborazione.
Senza un’alleanza, la Borsa svizzera avrebbe rischiato di essere marginalizzata, tanto più che dal 20 al 30 percento dei volumi realizzati dal Swiss Market Index (SMI, indice dei principali valori) sono già contrattati a Londra.
La nuova piattaforma sarà diretta da Antoinette Hunziker-Ebneter, che svolge la medesima carica anche presso la Borsa svizzrea. La presidenza del consiglio di amministrazione sarà assicurata da Peter Stevens.
swissinfo e agenzie
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