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La Commissione degli Stati non vuole più la tassa di bollo sulle transazioni in borsa

La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati auspica la soppressione della tassa di bollo sulle transazioni in borsa. Con 6 voti contro uno, ha approvato una mozione del Consiglio nazionale in questo senso.

La commissione, esaminando le linee direttrici delle finanze federali, ha deplorato che la necessaria revisione della tassa di bollo non sia stata presa in considerazione. Con l’entrata della borsa svizzera nel sistema europeo – precisa un comunicato – c’è un reale pericolo che le transazioni vengano trasferite all’estero, dove non esiste questa imposta.

La mozione, adottata in marzo dal Consiglio federale, chiede un progetto concreto per l’abolizione della tassa di bollo sul commercio di titoli, nei settori minacciati di emigrazione, entro settembre. Il Consiglio federale ha già annunciato l’intenzione di operare sgravi per 500 milioni di franchi in questo settore, che frutta 2 miliardi di entrate fiscali all’anno. Una procedura di consultazione dovrebbe essere avviata entro la fine dell’anno.

Inoltre, la Commissione dell’economia ha adottato un rapporto, che sottoporrà alla commissione delle finanze, riguardo alle linee direttrici. Nel testo si precisa che l’obiettivo «di una competitività svizzera al di sopra della media primeggia su tutto il resto, compreso il risanamento del debito pubblico». La Commissione ritiene pure che nel corso di questa legislatura bisognerebbe operare una riduzione dell’imposta sul reddito. Non dovrebbe però trattarsi di una diminuzione lineare a vantaggio di una sola categoria, come ad esempio le famiglie.

Infine, la commissione degli Stati all’unanimità è entrata in materia sul progetto di revisione della legge sul credito al consumo. Non è però riuscita ad accordarsi in merito alle soluzioni proposte per i contratti di leasing e le carte di credito.

swissinfo e agenzie

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