La Convenzione delle Alpi alla ricerca di un nuovo slancio
I ministri dell'ambiente di 8 paesi alpini, che nel 1991 hanno firmato la Convenzione delle Alpi, si riuniscono il 30 e il 31 ottobre a Lucerna per firmare gli ultimi tre protocolli, fra cui il discusso accordo relativo al traffico stradale.
La Convenzione delle Alpi mira a coordinare a livello internazionale la protezione e lo sfruttamento dell’arco alpino nel rispetto di precisi criteri ecologici. Tuttavia, negli ultimi nove anni, cioè dalla ratifica della Convenzione da parte di tutti i paesi interessati, l’applicazione dei primi cinque protocolli ha subito vari ritardi e battute d’arresto. I partecipanti alla riunione di Lucerna, presieduta dal ministro svizzero dell’ambiente, Moritz Leuenberger, oltre a firmare gli ultimi tre protocolli, sperano pertanto anche di riuscire a rilanciare la Convenzione.
Il protocollo più controverso è indubbiamente quello che vincola la costruzione di nuove strade di transito alpino al rispetto di criteri paesaggistici ed ambientali. Le obiezioni maggiori erano venute da paesi come l’Italia e soprattutto dall’Austria, che nella regione del Vorarlberg ha in cantiere due grandi progetti stradali. La Svizzera invece, dispone già oggi di norme particolarmente severe e ha ancorato nella Costituzione il trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia.
Aprendo i lavori, Moritz Leuenberger ha dichiarato che solo un potenziamento dei trasporti pubblici permetterà di evitare un’asfissia del traffico stradale. Per il Consigliere federale, la Svizzera non potrà organizzare da sola il trasferimento del traffico di merci dalla strada alla ferrovia. A questo scopo occorrono accordi internazionali, come la Convenzione delle Alpi e il protocollo sui trasporti.
Alla riunione di Lucerna, alla quale partecipano anche numerose organizzazioni non governative, si discuterà anche delle modalità per la creazione di un segretariato permanente, che potrebbe diventare lo strumento ideale per rilanciare la Convenzione. Uno degli scopi di questo segretariato permanente potrebbe essere il coordinamento dei singoli protocolli e la presentazione di nuovi progetti.
Il segretariato potrebbe anche occuparsi della raccolta di informazioni nei vari paesi dell’arco alpino: dalla Svizzera, alla Germania, all’Austria, alla Francia, all’Italia, alla Slovenia, al Principato di Monaco e a quello del Liechtenstein. Informazioni che potrebbero poi essere messe a disposizione dell’opinione pubblica. In caso di successo della conferenza di Lucerna, per la politica ambientale dell’arco alpino potrebbe dunque cominciare una nuova era.
Elena Altenburger
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.