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La Nigeria potenziale mercato per le imprese elvetiche

Problemi per la filiale nigeriana della multinazionale svizzera Nestlé, accusata di aver importato latte in polvere scaduto Keystone

Al termine della visita di due giorni in Nigeria, il consigliere federale Pascal Couchepin ha lanciato un cauto appello alle imprese svizzere perché investano in questo Paese, che, malgrado i numerosi problemi, offre un potenziale «gigantesco». Gli imprenditori al seguito del consigliere federale hanno manifestato minore ottimismo.

«Venite in Nigeria. Non fatevi illusioni, ma dovete venirci!» È l’invito che il ministro dell’economia ha rivolto alle società elvetiche. Lo Stato, ha affermato, è ben avviato sulla via della privatizzazione in vari settori quali le telecomunicazioni, l’elettricità e le banche. «È un governo di buona volontà» realmente determinato, ha dichiarato Couchepin. Il consigliere federale, dopo gli anni di dittatura del generale Sani Abacha, è certo che la presidenza di Olusegun Obasanjo sia garanzia di democrazia.

Con 120 milioni di abitanti – è il Paese più popoloso del continente -, un sottosuolo ricchissimo di materie prime (soprattutto di petrolio) e uno sbocco sull’Atlantico, la Nigeria rappresenta un mercato interessante, ha affermato. Malgrado questi aspetti positivi gli investitori sono reticenti, perché sensibili alle pecche sia a livello politico che economico: ma la Nigeria, hanno affermato varie personalità incontrate durante la visita della delegazione elvetica, avrebbe urgente bisogno di liquidità, soprattutto per la realizzazione di infrastrutture.

Perché il grande Paese africano possa definitivamente decollare in una cresita a lungo termine va eliminata la zavorra della corruzione endemica e dell’insicurezza in molte regioni del Paese. «Ma sono gli stessi problemi di 30 anni fa», ha sottolineato un membro della delegazione.

La Nigeria deve inoltre sradicare la miseria che l’affligge: oggi i due terzi della popolazione vivono con meno di due franchi al giorno. Poi gli investimenti statali vanno diversificati: finora è il solo settore petrolifero ad averne benificiato.

Secondo un altro membro della delegazione, il governo deve capire che l’oro nero è una risorsa limitata e il suo valore troppo dipendente dalle variazioni del mercato. La parte essenziale del prodotto interno lordo è frutto della vendita di greggio, di cui la Nigeria è il sesto produttore tra i membri dell’Organizzazione dei Paesi esportatori (OPEC). Il mercato è tuttavia distorto: per tentare di soddisfare la domanda interna, il Paese è costretto ad importarne.

A detta dei rappresentanti dell’economia privata al seguito di Couchepin, i risultati della visita sono contrastanti. Alcune imprese hanno raggiunto accordi o avviato trattative, ma altre sono ripartite a mani vuote. In particolare, tre società non hanno ottenuto il pagamento di annosi debiti. Complessivamente la Nigeria deve onorare fatture per 230 milioni di franchi, interessi compresi.

Nell’incontro con il presidente Obasanjo, il capo del Dipartimento dell’economia è tra l’altro intervenuto in favore di tutte queste imprese. Couchepin ha anche sostenuto Nestlé Nigeria, sospettata di aver importato nel paese latte in polvere scaduto.

Dal canto suo, Obasanjo ha ringraziato la Svizzera in relazione alla vicenda dei fondi dell’ex dittatore Abacha. Il presidente si è rallegrato della celerità con cui Berna ha concesso assistenza giudiziaria e bloccato conti bancari per un ammontare di un miliardo di franchi stornati dal tiranno.

swissinfo e agenzie

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