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La Svizzera dei sapori agli onori a Milano

La Tête de Moine, uno dei formaggi svizzeri forse meno conosciuti, ma sicuramente anche uno dei più saporiti swissinfo.ch

Quattro settimane alla scoperta di una Svizzera fatta di buoni sapori e curiose rarità. È l'obiettivo della Swiss Cheese Lounge, che durante il mese di novembre ha proposto ai milanesi un viaggio gastronomico nel paese del formaggio.

In via Ponte Vetero, nel cuore della vecchia Milano, dove non ci sono più i poeti, ma ancora passa il tram, sono i formaggi svizzeri ad attirare l’attenzione dei passanti. Non potrebbe essere diversamente se tra motorini e macchine in doppia fila, spunta improvvisamente una grossa mucca rossocrociata e soprattutto, se il richiamo si fa ancora più seducente grazie al profumo dell’Emmentaler o dello Sbrinz che proviene dalla Swiss cheese lounge.

Per chi non lo sapesse il negozio temporaneo è un “angolo” dove sperimentare le proprie creazioni, saggiando il mercato e i gusti dei consumatori, giocando sull’effetto sorpresa e sulla visibilità di un mese soltanto. Un’ennesima trovata, insomma, del linguaggio del marketing moderno.

Giallo gastronomico

Del resto, avreste mai pensato di imparare tutti i segreti della fonduta, oppure di seguire un corso per prepararla nella pausa pranzo, passando per la millefoglie di Emmentaler con pane e noci, dopo aver lasciato le scartoffie in ufficio? È così che l’iniziativa voluta dal Consorzio svizzero ha scelto per la prima volta una vetrina gourmet, per deliziare con le sue ricche proposte l’attenzione del pubblico, facendo scoprire i formaggi svizzeri con una moderna interpretazione del “moving kitchen”.

Intenso e suggestivo il programma dei corsi di cucina e delle degustazioni che prevedono insoliti abbinamenti a formaggi, pere, birra, conserve e grandi vini: come l’Heida di Chandra Kurt e le sue quindici storie di osti e vignaioli. Così che i racconti escono dalle bottiglie per i palati fini e si impregnano di uva, ma anche di latte e caglio, per dar vita al “giallo” in compagnia di Agata Christie e Hitchcock. Soprattutto se quest’ultimo era un gourmet raffinato.

“La serata del giallo è stata un grande successo – ci racconta Fabio Asti, lo chef di origini milanesi appassionato di cucina svizzera – e devo dire che è andata al di là della mia immaginazione. C’erano venti persone a tavola e con loro un assassino. Poi, c’era un detective, che aiutava gli ospiti a rintracciare le prove. Così tra una portata e l’altra, i commensali hanno vissuto in prima persona una rappresentazione di tipo teatrale delle indagini, cercando di scoprire il colpevole, ma anche assaggiando il Gruyère con vini bianchi mandorlati tipo il Fendant vallesano, noto per la sua vinificazione a regola d’arte”.

Abbinamenti sorprendenti

Tuttavia sono i corsi a tenere banco. Basta dare un’occhiata alle proposte culinarie: girelle di sfoglia croccante, prosciutto cotto e Appenzeller, piccoli spiedini di Gruyère affinato in grotta e more, crema tiepida di zucca e germe di grano, Vacherin Mont-d’or e aceto balsamico tradizionale da una parte del bancone; dall’altra, distinte signore intente a prendere appunti, studenti in erba che guardano oltre i confini della cucina tradizionale italiana, casalinghe della porta accanto che aspirano a diventare un po’ più gourmet. Insomma, c’è di tutto.

“Non ci aspettavamo tutta questa gente – dice Marco Contini, sommelier e attento conoscitore dei vini elvetici -, ma credo sia piaciuto il linguaggio innovativo che stiamo esprimendo in un kit che comprende la cucina svizzera abbinata agli eventi. Fino a poco tempo fa, i vini elvetici erano di nicchia e questo è uno strumento per far conoscere un prodotto tradizionale poco esportato”.

Poi, se si è da quelle parti alla mattina dopo aver bevuto un caffè, è facile trovare lo chef Fabio Asti in cucina mentre chiacchiera animatamente con qualche massaia che gli ha portato il basilico. Non per il pesto, ma per sapere se un abbinamento con la raclette, le arance e la vinaigrette, può portare stupore tra le mura di casa.

Ambra Craighero, swissinfo.ch, Milano

La Swiss Cheese Lounge, aperta dal 3 al 28 novembre 2009, è nata su iniziativa dalla Switzerland Cheese Marketing Italia (SCM).

La SCM ha sede a Milano, nel centralissimo Corso Magente. L’ente si occupa di promuovere l’identità e l’immagine dei formaggi svizzeri su tutto il territorio italiano. I prodotti rappresentati sono: Emmentaler, Gruyère, Sbrinz, Tête de Moine, Vacherin friburghese, Appenzeller, Raclette, Tilsiter, Vacherin Mont d’Or.

In Svizzera, oltre il 40% del latte è trasformato in formaggio. Un terzo circa della quantità prodotta è poi commercializzata all’estero.

Nel 2008, l’industria casearia svizzera ha esportato 61’191 tonnellate di formaggio, il 3,2% in più rispetto all’anno precedente. Dal 2007 gli scambi in questo settore con i paesi dell’Unione Europea sono completamente liberalizzati.

Dal 2003 al 2008, le esportazioni sono cresciute del 18,5%.

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