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La Svizzera ha oltre 7,2 milioni di abitanti

Lo scorso 1° agosto, una catena di 400 bambini per un primato all'ombra del Cervino Keystone

Alla fine del 2000, la Svizzera contava oltre 7,2 milioni di abitanti, in aumento di quasi 40.000 persone rispetto all'anno precedente, annuncia giovedì l'Ufficio federale di statistica (UST). Con lo 0,6 per cento, il tasso di crescita è rimasto invariato rispetto al 1999. Mentre la popolazione continua ad invecchiare, l'immigrazione è stato il principale fattore di crescita.

Secondo i calcoli definitivi dell’UST, alla fine dell’anno scorso la popolazione permanente residente in Svizzera ha raggiunto la quota di 7.204.100 unità. Questa cifra comprende oltre ai cittadini svizzeri, gli stranieri che risiedono annualmente o sono domiciliati in Svizzera ed i funzionari internazionali. Non sono invece inclusi gli stagionali (media annua del 2000: 22.400), i dimoranti temporanei (22.600) e i richiedenti l’asilo (72.000 alla fine del 2000).

L’incremento della popolazione residente permanente, pari a 39.600 unità, è dovuto all’eccedenza del saldo migratorio (immigrazioni meno emigrazioni) di 20.200 persone ed a quello delle nascite sui decessi pari a 15.900 unità. Il risultato – osserva l’UST – è dovuto essenzialmente al miglioramento della situazione economica interna ed ai ricongiungimenti famigliari.

L’UST sottolinea peraltro che la popolazione è aumentata grazie agli stranieri. Ancora una volta nel 2000 sono stati registrati più decessi che nascite di cittadini svizzeri. Nonostante l’eccedenza delle morti ed anche dell’emigrazione, la popolazione di nazionalità svizzera è comunque aumentata per via delle naturalizzazioni.

Sempre alla fine del 2000, oltre i due terzi (67,6 per cento o 4.872.000 persone) della popolazione abitava nelle aree urbane. Di questi la metà (33,7 per cento o 2.428.400 persone) viveva nelle agglomerazioni delle cinque maggiori città (Zurigo, Ginevra, Basilea, Berna e Losanna).

Nel 2000, le aree urbane (i comuni di oltre 10.000 abitanti) hanno registrato un aumento di 32.400 persone (+0,7 per cento). Da sole, le cinque grandi agglomerazioni segnalano un incremento di 18.700 unità (+0,8 per cento). Nelle zone rurali la popolazione è invece aumentata soltanto di 7.200 persone (+0,3 per cento). Questa tendenza conferma quella dell’anno precedente quando, per la prima volta dall’inizio dei rilevamenti statistici (1981), la crescita delle zone urbane è stata superiore a quelle rurali.

Undici cantoni hanno presentato tassi di crescita superiori alla media svizzera con in testa Zugo (+1,7 per cento), Svitto (+1,5%) e Ginevra (+1,4%). Uri registra invece la perdita di popolazione più consistente (-0,7%) seguito da Basilea città, Glarona ed Appenzello interno (-0,4%) ciascuno.

L’UST sottolinea inoltre che negli ultimi dieci anni, il saldo migratorio del canton Ticino ha contribuito in modo preponderante (81%) alla crescita della popolazione, rispetto all’eccedenza delle nascite. Inversamente, nei cantoni di Uri e Glarona l’eccedenza delle nascite ha compensato il saldo migratorio negativo (maggior numero di partenze). In tutti i cantoni vi sono state più nascite che decessi ad eccezione di Basilea città (eccedenza dei decessi ed anche delle partenze), precisa ancora l’UST.

Quasi la metà delle entrate in Svizzera è dovuta a ricongiungimenti famigliari o all’arrivo del coniuge straniero di un partner svizzero. Il 26 per cento delle immigrazioni è da attribuire a ragioni di lavoro, il resto a vari motivi, come gli studi, l’ottenimento di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, la trasformazione del permesso di lavoro stagionale in annuale o di domicilio, ecc.

swissinfo e agenzie

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