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Lavoratori coatti: 27 industrie svizzere sono protette dall’accordo globale

Il giudice newyorkese Edward Korman Keystone Archive

Il giudice di New York Edward Korman ha pubblicato su Internet un elenco di 27 industrie svizzere che partecipano all'accordo globale da 1,25 miliardi di dollari tra UBS, Credit Suisse e superstiti dell'Olocausto. Le aziende in questione beneficiano in tal modo della protezione contro eventuali richieste di risarcimento per aver fatto ricorso a lavoratori coatti durante la Seconda guerra mondiale.

La lista ospitata dal sito www.nyed.uscourts.gov comprende soprattutto società chimiche o dell’industria delle macchine e circa 300 loro filiali. Sono rappresentate tra l’altro ABB, Algroup, Ciba Specialità Chimiche, Clariant, Danzas, Georg Fischer, Holderbank, Lonza, Nestlé, Novartis, Roche, Schindler, Sulzer, Unaxis, Villiger e Von Roll.

I lavoratori coatti che lavorarono in filiali di queste aziende nella Germania nazista o in territori controllati dal Terzo Reich (la cosiddetta categoria «Slave Labor Class II») saranno indennizzati con il denaro dell’accordo globale sui fondi ebraici, accordo che risale già ormai al 12 agosto 1998. Competenti per valutare la fondatezza delle domande sono la Jewish Claims Conference (JCC) e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM).

Le 27 società si impegnano a fornire al tribunale informazioni sull’impiego dei cosiddetti «schiavi di Hitler» nelle loro filiali tedesche. Korman ha precisato anche che non tutte le aziende in questione hanno effettivamente impiegato lavoratori coatti: semplicemente le imprese che non sono comprese nell’elenco posso essere oggetto di denunce.

Non sono nemmeno protette dall’accordo globale le industrie che hanno fatto ricorso all’impiego coatto ma sono passate in mani svizzere solo dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

Non tutte la industrie che, su invito di Korman, hanno chiesto la protezione dell’accordo globale partecipano finanziariamente all’intesa: sono noti contributi, tra l’altro, di Novartis, Roche, Nestlé, ABB e Ascom. Ma a pagare il grosso della fattura di oltre due miliardi di franchi sono UBS e CS.

swissinfo e agenzie

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