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Liberalizzazione del mercato dell’energia: gli Stati chiedono misure di accompagnamento

La diminuzione dei prezzi al consumo dell'energia elettrica dopo la liberalizzazione del mercato renderebbe difficile l'ammortamento degli investimenti delle imprese idroelettriche Keystone

Berna dovrebbe concedere prestiti alle centrali idroelettriche per attutire gli effetti dell'apertura del mercato elettrico. Questa la richiesta della commissione del Consiglio degli Stati, all'indomani del no popolare alle iniziative energetiche.

Come era prevedibile, la diatriba intorno al futuro del settore idroelettrico non si è affatto conclusa con la votazione del fine settimana. All’indomani del no popolare a sovvenzioni per le energie pulite, parte delle quali sarebbero andate anche alla forza idrica, la commissione del Consiglio degli Stati incaricata di trattare la legge sull’apertura del mercato dell’elettricità (legge che era stata congelata proprio in attesa del voto) è tornata nuovamente alla carica.

Scartata la richiesta di sussidi per il mantenimento e il rinnovo degli impianti, la commissione propone ora un finanziamento tramite prestiti per superare il problema dei cosiddetti investimenti non ammortizzabili. Per un periodo di dieci anni a partire dall’entrata in vigore della legge la Confederazione potrebbe così accordare crediti a quelle centrali idroelettriche che si trovano in difficoltà a causa dell’apertura del mercato dell’elettricità. La liberalizzazione porterà infatti ad una diminuzione drastica dei prezzi al consumo stimata a circa il 30 per cento, una riduzione che non consentirebbe più alle centrali di ripercuotere sulle tariffe l’ammortamento degli investimenti già effettuati e basati sugli alti prezzi da regime monopolistico.

Ancora ieri tuttavia, commentando i risultati della votazione, il ministro dell’energia Moritz Leuenberger aveva dichiarato senza mezzi termini che il governo è contrario anche ad una soluzione del problema attraverso dei prestiti federali.

Incurante delle dichiarazioni del ministro, la commmissione sta inoltre valutando l’idea di un postulato riguardante l’ammodernamento degli impianti. Il rafforzamento delle centrali è ritenuto necessario per poter competere sul mercato liberalizzato. Su richiesta soprattutto dei commissari dei cantoni alpini, la commissione potrebbe invitare il Consiglio federale a riconsiderare la situazione. Il dibattito sulla legge sull’elettricità è in programma il 4 ottobre al Consiglio degli Stati. E lo scontro tra senatori e ministro promette scintille.

Luca Hoderas

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