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Liberalizzazione elettrica: rientra in scena la tassa sul CO2

Il pacchetto energetico in votazione mirava a ridurre i consumi e a favorire le energie rinnovabili Keystone

All'indomani della bocciatura del pacchetto energetico è più che mai aperto il dibattito sulle misure di accompagnamento della legge sulla liberalizzazione del mercato dell'elettricità. Rientra in scena anche la tassa sul CO2.

Il capo del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) Moritz Leuenberger ha dichiarato lunedì di voler responsabilizzare gli ambienti economici, riguardo alle emissioni di CO2 e di attendersi proposte concrete per una riduzione, a prescindere dalla congiuntura.

Nel 1990 la Svizzera si è impegnata internazionalmente a diminuire del 10 per cento sull’arco di 10 anni le emissioni di anidride carbonica dannose per il clima. Ora, per rispettare l’intesa, Berna intende puntare sulla legge sul CO2. Entrata in vigore il 1 maggio scorso, prevede che il governo possa introdurre una tassa, ma non prima del 2004.

Il ministro dell’energia, in un’intervista al quotidiano svizzero tedesco «Blick», ha anticipato l’entità della tassa: 49 centesimi al litro di benzina. Ma il livello deve essere determinato dal Parlamento. Leuenberger ha comunque garantito che se l’industria non riuscisse a ridurre spontaneamente le proprie emissioni inquinanti, la tassa prevista dalla legge sul CO2 diverrebbe effettiva dal 2004.

Secondo Fredy Müller, portavoce di «economiesuisse», in generale l’economia si è dimostrata condiscendente ed ha fatto presente che le agenzie energetiche stanno studiando soluzioni su base volontaria.

Nei circoli dell’industria si è fiduciosi riguardo agli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, meno in quelli dei trasporti. Comunque – ha precisato Müller – proprio la tecnologia dell’automobile sta subendo grandi trasformazioni. Inoltre, gli effetti della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) si devono ancora far sentire.

Per quanto riguarda le centrali idroelettriche, sono in pochi a mettere in dubbio la necessità di un loro appoggio, in vista della nuova legge sulla liberalizzazione del mercato dell’elettricità. Ma gli animi si dividono quanto alle modalità di sostegno. Il ministro dell’energia ha ricordato che per le forze motrici non sono previsti aiuti da Berna.

Fredy Müller si è dichiarato contro una precipitosa protezione dell’ambiente. «Mancano ancora alcuni anni sino all’apertura del mercato». Inoltre – fa notare – si trovano nei guai al massimo pochi impianti nei Grigioni e nel Vallese.

Walter Hauenstein, direttore dell’Associazione svizzera di economia delle acque, ha affermato che soprattutto le centrali più nuove potrebbero venire stravolte dalla riforma a causa di investimenti non ammortizzabili. Ma in generale Hauenstein si è detto fiducioso sul futuro delle forze motrici.

D’altronde, in Parlamento sono state proposte altre vie percorribili. La consigliera agli Stati radicale democratica zurighese Vreni Spoerry propone di concedere prestiti federali a basso interesse alle centrali idroelettriche. Fadri Ramming, segretario della Conferenza dei direttori cantonali dell’energia, appoggia la proposta della Spoerry, lanciando a sua volta progetti nella stessa direzione perché sostiene che sono da evitare, in ogni caso, versamenti a fondo perso.

Da parte dei Cantoni alpini si spinge affinché la legge sulla liberalizzazione del mercato non subisca ritardi. Pankraz Freitag, presidente della Conferenza dei governi dei cantoni alpini (che riunisce i Cantoni di Ticino, Grigioni, Vallese, Glarona, Uri, Obwaldo e Nidwaldo), ha detto che i direttori non hanno ancora deciso sulle prossime mosse dopo il ‘no’ di domenica. Ma la Conferenza fa leva su prestiti a termine alle centrali da parte delle casse federali.

La legge sul mercato dell’elettricità sarà affrontata dal Consiglio degli Stati il 4 ottobre. La tassa di incentivazione per le energie rinnovabili, respinta dal popolo, era intesa come misura di accompagnamento.

swissinfo e agenzie

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