Lotta contro la BSE: il Governo modifica l’Ordinanza sulle epizoozie
Cervello, midollo spinale, timo e milza dovranno essere allontanati durante la macellazione non soltanto dei bovini, ma anche di pecore e capre. Questa è una delle misure adottate mercoledì dal Consiglio federale per lottare contro le epidemie animali infettive.
L’inclusione degli ovini e dei caprini è giustificata dal fatto che BSE e altre malattie non sono facilmente distinguibili. Inoltre, vengono vietati certi metodi di macellazione, come lo stordimento mediante aria compressa e la distruzione della base del cervello, per evitare che parti di materia cerebrale finiscano nella circolazione del sangue.
Altri provvedimenti concernono il rafforzamento, a partire dal 15 aprile, del controllo del traffico di tutti gli animali ungulati: bovini, ovini, caprini e suini. Tale controllo sarà assicurato mediante la tenuta di registri negli allevamenti e una banca dati centrale, che dovranno riportare tutte le variazioni degli effettivi. Diventa anche obbligatorio il programma di sorveglianza della BSE, praticato dall’inizio del 1999, concernente tutti i bovini morti o abbattuti d’urgenza.
Queste modifiche dell’ordinanza sulle epidemie animali sono conseguenza delle ultime conoscenze scientifiche acquisite sulla BSE e delle esperienze fatte sinora. In tal modo il governo intende migliorare le misure, introdotte in Svizzera sin dal 1990, allo scopo di lottare contro le epidemie animali e proteggere i consumatori.
In particolare, la diminuzione del numero di casi di BSE sarebbe da ricondurre al divieto allora introdotto di impiegare farine animali nell’alimentazione del bestiame e di incenerire le parti a rischio dopo la macellazione. Dopo i cambiamenti apportati nel dicembre scorso e le odierne ultime misure, il cerchio infettivo dovrebbe venir definitivamente interrotto. Per contro, sono stati apportati allentamenti alle restrizioni relative ad altre malattie infettive di caprini e bovini, la cui situazione epizootica sembra migliorata.
Il controllo dei movimenti di bestiame rimane invece uno strumento fondamentale per un’efficace applicazione dei provvedimenti adottati e per garantire una ricostruzione affidabile dell’origine degli animali. L’accesso del pubblico alla banca dati permetterà d’informare i consumatori sulla provenienza della carne. I costi totali del sistema di controllo ammontano a circa 6,3 milioni di franchi, il cui finanziamento sarà assicurato per due terzi dalla tassa sul traffico di bestiame e per un terzo dalla Confederazione.
Silvano De Pietro
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