Lunedì si precisa il sostegno alla compagnia aerea nazionale
Il sostegno della politica e dell'economia svizzera si delineeranno a partire da lunedì, dopo la presentazione del business plan prospettato dal Consiglio federale. Il governo sta infatti valutando la predisposizione di partiti, sindacati ed imprese private a sostenere la nuova compagnia aerea di bandiera svizzera.
Il mondo politico si sta mobilitando, dopo le molte critiche degli scorsi giorni: ma lanci la pietra, come evangelicamente si suol dire, chi tra manager, membri dei vari consigli d’amministrazione, banchieri, governi cantonali, azionisti e così via, si sente veramente al riparo da critiche in questa debacle dell’economia “made in Switzlerland che è emblematicamente concentrato nel fallimento di Swissair Group o SAir Group come gli specialisti di impresa possono progressivamente definire.
Gli stati d’animo degli svizzeri variano tra il pessimismo di chi vede sputtanata l’Economia svizzera a chi ritiene invece che da questa bancarotta, la stessa Economia svizzera può trarre preziosi insegnamenti. Per riuscire a guardare l’altra faccia della medaglia bisogna però avere l’intelligenza imprenditoriale di un Nicolas G.Hayek, presidente del consiglio di amministrazione dello Swatch Group AG, un imprenditore che nel marchio del suo prodotto di maggior successo nel mondo intero ha inserito l’origine del prodotto stesso, quell’acronimo CH che a Brugisser e compagnia (ma non aerea!) non ha certo rappresentato quell’immaginario di Confederazione Elvetica che il governo cerca ora di coniugare con la rinascita di una compagnia aerea nazionale di bandiera.
Il Consiglio federale parte dall’indispensabilità politica, economica e sociale di una compagnia aerea di bandiera. Una compagnia che deve in primis offrire i voli di cosiddetto lungo raggio, settore nel quale Crossair non vanta grande esperienza, considerata la struttura aziendale attuale della compagnia basilese. Voli di largo raggio che sono condizione sine qua non per mantenere all’aeroporto di Zurigo-Kloten la qualifica “intercontinentale”.
Tra le notizie di venerdì concernenti Swissair anche quella, rimbalzata dagli Stati Uniti, di una società di partecipazioni americana Texas Pacific, che avrebbe avanzato una specie di Opa, o Offerta pubblica di acquisto, per il gruppo Swissair in blocco. Segnale, questo, che al futuro di una compagnia aerea nazionale svizzera, sulle ceneri della morente Swissair, ci credono anche oltre Atlantico, dove non sono certo abituati a mandare in rovina le Majors dell’economia a stelle e strisce, le sole capaci, sul medio e lungo termine, di puntare sul toro negli alti e bassi delle montagne russe del mercato azionario e borsistico internazionale.
Per quanto concerne il progetto politico portato avanti dal governo, venerdì il portavoce del Dipartimento federale delle finanze Daniel Eckmann, ha confermato che il ministro delle finanze Kaspar Villiger sta avendo colloqui con imprenditori, rappresentanti di Swissair e di Crossair. Il Consiglio federale sarebbe alla ricerca del sostegno di imprese svizzere alla nuova compagnia aerea, ma le prime reazioni sembrano alquanto tiepide, in quanto manca ancora il «Business Plan», che non sarà reso noto prima di lunedì.
«Il governo ci ha interpellati su un nostro interesse all’aumento di capitale – ha confermato il portavoce della multinazionale chimico farmaceutica Roche -, noi ne abbiamo preso visione, ma per il momento non vediamo le condizioni per una nostra partecipazione». Roche rimane tuttavia disponibile ad ulteriori chiarimenti e colloqui. Chiaro no, invece, dalla Nestlé: la multinazionale dell’alimentazione ha rilanciato sostenendo che il compito di finanziare la nascita di una compagnia aerea nazionale spetta alle banche, come ha dichiarato un portavoce del gruppo agroalimentare con sede a Vevey.
In attesa del piano di attività della nuova Crossair, la cui pubblicazione è preannunciata per lunedì, anche i vertici dei partiti di governo hanno indicato che si dovrà aspettare almeno fino a martedì per i dettagli sulla eventuale partecipazione pubblica e sulla portata di tale partecipazione nella nuova compagnia aerea nazionale. Da segnalare che l’UDC è addirittura contraria ad una nuova compagnia aerea nazionale ritenendo che la Svizzera non ne abbia bisogno. Gli altri tre partiti governativi, PRD, PDC e PS propongono invece una partecipazione governativa minoritaria nella nuova compagnia aerea nazionale.
La fine settimana passa quindi sul versante Swissair attraverso ulteriori contatti esplorativi tra il mondo politico e quello economico, alla ricerca della soluzione con il maggior grado di approvazione politica, economica e sociale.
Sergio Regazzoni
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