Miele agli antibiotici: nuove analisi ridimensionano l’inquinamento
Il miele svizzero è meno contaminato da residui di sulfamidici e antibiotici di quanto ritenuto dopo gli esami effettuati lo scorso mese di maggio. Secondo l'Ufficio Federale della Sanità Pubblica (UFSP) il problema però permane.
Durante il mese di maggio, l’UFSP aveva rinvenuto tracce dei due composti in 50 tonnellate di miele svizzero prodotto nel 1999. Le autorità avevano chiesto agli apicoltori di ritirare dal mercato le partite di miele contaminato, affrettandosi nel contempo a comunicare ai consumatori che le due sostanze, nelle dosi riscontrate, non presentano alcun rischio per la salute.
In Svizzera, all’opposto di altre nazioni, l’utilizzo di sulfamidici e antibiotici per combattere la peste americana è vietato. L’analisi del mese di maggio aveva stabilito che i residui nel miele nostrano, in alcuni campioni, erano nettamente superiori ai limiti di tolleranza fissati per il miele estero di importazione.
«Le analisi di maggio hanno fornito risultati sbagliati», ha comunicato lunedì la Federazione delle Società Svizzere di Apicoltura (FSSA). Infatti per determinare il contenuto di antibiotici nel miele era stato utilizzato il metodo di analisi sviluppato per il depistaggio degli antibiotici nella carne. Secondo gli apicoltori tale metodo ha provocato interferenze che hanno falsato i dati.
L’UFSP ha sottolineato che il nuovo metodo di analisi impiegato successivamente ha permeso di correggere i dati di maggio: dal 30 per cento circa di campioni di miele risultati positivi agli antibiotici si è passati al 15-10 per cento. Secondo Roland Charrière, responsabile dell’Ufficio per i prodotti alimentari di derivazione animale «il problema comunque rimane».
In maggio l’UFSP ha chiesto agli apicoltori di presentare proposte per l’adozione di un miglior sistema di controllo. Charrière ha riferito all’agenzia di stampa svizzera Ats che per il momento non sono ancora giunte proposte concrete.
Lunedì il Laboratorio cantonale di analisi del canton Friborgo ha comunicato che le ultime analisi non hanno più fatto registrare tracce di prodotti incriminati nei campioni di miele. In settembre l’UFSP presenterà un rapporto definitivo sul problema.
swissinfo e agenzie
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