Milioni europei per la regione transfrontaliera italo-svizzera
La Commissione europea ha approvato un programma di cooperazione transfrontaliera fra Italia e Svizzera per gli anni 2000-2006 che prevede da parte italiana e comunitaria investimenti per circa 110 milioni di franchi svizzeri. Di questi, circa 38 saranno versati dall'Ue e i restanti saranno a carico dei bilanci nazionali, regionali e del settore privato.
L’azione decisa lunedì rientra nella più ampia iniziativa Interreg III. Il programma di cooperazione economica, ambientale e culturale tra l’Italia e la Svizzera permetterà di rafforzare lo sviluppo sostenibile dell’economia nelle regioni di confine, e di salvaguardarne il loro patrimonio naturale e culturale, indica una nota della Commissione europea diramato a Bruxelles.
L’accordo italo-svizzero, firmato l’8 novembre 2000 a Milano, concerne la Lombardia, il Piemonte, la provincia autonoma di Bolzano e i cantoni svizzeri dei Grigioni, del Vallese e del Ticino. Il programma interessa circa quattro milioni di persone, di cui l’81% vive in territorio italiano e il 19% in Svizzera.
La Confederazione aveva stanziato nell’ottobre 1999 un credito quadro di 39 milioni di franchi per l’intero programma Interreg. Alle iniziative comuni Italia-Svizzera era stato riservato un importo tra i 5 e i 6 milioni, da ripartire fra i tre cantoni interessati. A questa somma si aggiungono contributi dei cantoni stessi e di privati.
Tre sono gli assi di intervento del programma ai quali si aggiunge un intervento di assistenza tecnica. Un primo asse punta allo sviluppo economico delle regioni di confine con interventi a favore delle aree rurali, dei sistemi produttivi e del turismo. Il secondo, riguarda l’ambiente e più in particolare la gestione in comune del territorio e la salvaguardia del patrimonio naturale. Il terzo asse si prefigge la cooperazione in ambito culturale, sociale e istituzionale.
swissinfo e agenzie
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