Molti i movimenti attorno al possibile futuro di Swissair
Il personale di Swissair non è disposto ad accettare la soluzione proposta dalle banche per il futuro della compagnia, mentre i sindacati affermano che il dialogo con Crossair non è ancora stato avviato e temono una ristrutturazione ben più radicale di quanto annunciato. Azionisti e propietari di obbligazioni si organizzano per il salvataggio.
«I dipendenti respingono il piano delle banche», ha detto venerdì Richard Dunkel, presidente del sindacato PUSH (Personal Union Swissair Holding), secondo cui bisogna guardare ad un’altra soluzione, ad esempio sotto l’egida della Confederazione.
Giovedì sera il consigliere federale Pascal Couchepin, parlando a Zurigo, aveva espresso dubbi sulla soluzione delle banche, lasciando sottintendere che si stavano esaminando alcune alternative. Non ha però precisato se egli stesso prenda parte alla ricerca di nuovi scenari, ritenendo che non si debbano alimentare false speranze tra i dipendenti di Swissair.
«Circolano tutte le possibili speculazioni – ha dichiarato il portavoce del sindacato del personale di cabina (Kapers) Jörg Riggenbass – ma l’intesa con le banche, così come è stata presentata, non può essere l’ultima risposta. Né il popolo né il personale sono pronti ad accettarla». D’altra parte manca il dialogo con la direzione di Crossair.
Kapers rimprovera alle banche di non essere interessate ad una soluzione duratura per salvaguardare l’aviazione nazionale e di aver voluto unicamente rilevare a basso prezzo una compagnia per rivenderla in seguito.
I sindacati non credono alla cifra ufficiale di 2560 posti di lavoro che andranno persi. Alla fine saranno molti di più, secondo Susanne Erdös, segretaria della Società svizzera degli impiegati di commercio (SSIC).
Per PUSH e SSIC la nuova compagnia punta a disfarsi da 40 a 50 velivoli e ciò comporterebbe la scomparsa di 10-15mila posti, tenuto conto delle attività annesse al traffico aereo. Giovedì sera, il consigliere di stato zurighese Ruedi Jeker aveva detto che il Cantone si attende 8000 licenziamenti.
Dal canto suo il promotore del movimento in difesa dei piccoli azionisti di Swissair Group, Hans-Jacob Heitz, ha lanciato venerdì a Kloten un appello per salvare il gruppo e la compagnia aerea. Anche i possessori di obbligazioni sono invitati a serrare le fila.
Per trovare i fondi necessari Heitz ha indicato diverse piste: la Catena della solidarietà o l’oro della Banca nazionale. Le banche dovrebbero inoltre aumentare il prezzo di acquisto di Crossair e il patron di Swissair Group, Mario Corti, dovrebbe finalmente accettare di venir aiutato.
Sempre a parere di Heitz, i patron di UBS e Credit Suisse Group- Marcel Ospel e Lukas Mühlemann – sono ormai screditati e dovrebbero rassegnare le dimissioni. Deve abbandonare il suo seggio al Consiglio degli Stati anche Vreni Spoerry (PLRD/ZH), ex amministratrice di Swissair Group, che ancora siede nel consiglio di amministrazione di CSG.
Il naufragio toccherebbe migliaia di persone e nuocerebbe anche ai pensionati che hanno investito i loro risparmi in obbligazioni Swissair, ha aggiunto Heitz.
Un’altra organizzazione – l’Associazione degli investitori svizzeri (AIS) – invita i possessori di obbligazioni ad unirsi, nel tentativo di limitare le perdite. In una seconda conferenza stampa, svoltasi a Zurigo, l’AIS, partendo dalla considerazione che l’unione fa la forza, ha creato una «comunità di interessi».
Si vogliono riunire i molti titolari di obbligazioni, facendo valere i loro interessi, indipendentemente da quelli delle banche, ha sottolineato Jürg Peyer, presidente di AIS, sperando così di evitare che ai piccoli rimangano solo le briciole.
Finora sono 70-80 le persone che hanno aderito, ma il numero totale dei possessori di obligazioni dovrebbe essere di parecchie migliaia. Sul mercato vi sono attualmente 13 tipi di obbligazioni Swissair, di un valore noiminale di circa 4,4 miliardi di franchi.
swissinfo e agenzie
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