Motociclisti in piazza
Migliaia di motociclisti sono giunti a Berna per manifestare sulla piazza federale il loro dissenso alla proposta di limitare a 80 km/h sulle autostrade la velocità consentita alle due ruote.
Martedì l’associazione Pro Moto aveva consegnato una petizione con oltre 200’000 firme.
I centauri sono arrivati a fine mattinata nella capitale federale viaggiando sulle autostrade a 80 km/h, come prevede il rapporto «Visione zero» realizzato dall’Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni (UPI) su mandato del Dipartimento federale dei trasporti (DATEC).
L’azione, organizzata da Pro Moto, ha provocato ingorghi e parzialmente bloccato gli accessi alla capitale. Secondo i testimoni, malgrado i rallentamenti, gli automobilisti erano piuttosto ben disposti.
A Berna non si sono però sentiti motori rombanti e non si sono viste brillanti carenature poiché i motociclisti sono giunti in città vecchia a piedi, portando striscioni di protesta contro misure da loro ritenute «controproducenti e discriminatorie».
Visione Zero
Il rapporto dell’UPI «Visione Zero», pubblicato in dicembre, ha presentato una lista di 77 punti per ridurre il numero di morti sulle strade.
Oltre al limite di 80 km/h, la protesta dei motociclisti è diretta contro l’aumento da 16 a 18 anni dell’età minima per la guida di moto e scooter, il limite speciale dell’alcolemia imposto ai centauri (0,2 per mille), il limite a 70 km/h negli agglomerati nonché presunte discriminazioni nei corsi di perfezionamento obbligatori.
Petizione
Una petizione con quasi 210’000 firme contro la misura inserita nel progetto «Visione zero» è stata già consegnata martedì alla Cancelleria federale.
Secondo Pro Moto la limitazione a 80 km/h significherebbe la morte delle due ruote in Svizzera: un fenomeno che toccherebbe 340 000 motociclisti e 205 000 guidatori di scooter, nonché 6200 impiegati nel settore.
17,3% delle vittime della strada sono motociclisti
L’UPI ricorda l’elevato numero di vittime di incidenti motociclistici ogni anno sulle strade svizzere e sottolinea la necessità di porvi rimedio. L’Ufficio federale delle strade (USTRA) ha sottolineato che i motociclisti «protestano prima del tempo», visto che non è ancora deciso quali dei provvedimenti presentati nel rapporto contestato saranno effettivamente integrati nel progetto finale.
L’USTRA fa notare che il numero di motociclisti coinvolti in incidenti stradali è relativamente alto: nel 2001 il 17,3 per cento di tutte le vittime e il 23 per cento dei feriti gravi erano motociclisti.
swissinfo e agenzie
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