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Nel 1998 il debito pubblico della Svizzera ha raggiunto 207 miliardi di franchi

La riduzione del debito pubblico, una nuova sfida per il ministro svizzero delle finanze Kaspar Villiger. Keystone / Edi Engeler

Nel 1998 il debito pubblico di Confederazione, Cantoni e Comuni ha raggiunto 207 miliardi di franchi. Il deficit accumulato nel solo periodo tra il 1990 ed il 1998 ammontava a 80 miliardi di franchi.

Nel complesso le comunità pubbliche nel 1998 hanno subito un deficit di 1,5 miliardi di franchi, ovvero lo 0,4 percento del prodotto interno lordo (PIL). Lo ha reso noto martedì il Dipartimento federale delle finanze (DFF) in relazione alla sua pubblicazione «Finanze pubbliche della Svizzera nel 1998». Si tratta di 7,7 miliardi di franchi in meno rispetto all’anno precedente.

La Confederazione ha realizzato un saldo attivo di 100 milioni, i Cantoni ed i Comuni invece perdite per 1 miliardo e, rispettivamente, 600 milioni di franchi. Le spese sono cresciute del 2,5 percento raggiungendo 120 miliardi, le entrate sono aumentate del 9,9 percento a 10,7 miliardi. Il 71 percento delle entrate totali derivano dalle imposte.

Il debito totale accumulato dalle finanze pubbliche è passato dai 98 miliardi del 1990 ai 207 del 1998, che corrispondono al 54,5 percento del PIL. Per il pagamento degli interessi nel 1998 sono stati spesi 8 miliardi di franchi. Una cifra doppia rispetto al 1990 e che costituisce il 9,5 percento delle entrate fiscali.

Per il 1999 il DFF prevede un deficit complessivo di 2,5 miliardi di franchi. Nel preventivo si conta ancora su un disavanzo di 7,5 miliardi. In particolare i Cantoni hanno contribuito a questo risultato positivo, in quanto invece di subire 2,1 miliardi di deficit hanno registrato un surplus di 800 milioni.

Presso i Comuni ci si può aspettare conti in pareggio. La Confederazione ha invece chiuso con una perdita di 3,1 miliardi, che include però anche il fondo per i grandi progetti ferroviari.

Per il 2000 ci si attende un deficit di 5 miliardi di franchi. In particolare, saranno la Confederazione ed i Cantoni ad influenzare maggiormente i conti, con 3 e ripettivamente 1,5 miliardi di disavanzo. A livello comunale continueranno a «soffrire» le città, mentre i Comuni medi e piccoli presentano finanze equilibrate. Il DFF non è però soddisfatto di quest’evoluzione: approfittando del buon momento congiunturale bisognerebbe raggiungere risultati equilibrati o positivi.

Con una quota deficitaria dello 0,4 percento tra il 1998 ed il 1999, ed un preventivo per l’anno corrente dell’1,3 percento, la Svizzera si trova ancora al di sotto dei criteri di Maastricht fissati dall’Unione europea. Secondo questi criteri, il deficit dell’amministrazione non deve superare il 3 percento del PIL.

Per quanto riguarda l’indebitamento rimangono delle preoccupazioni, in quanto ogni anno circa il 10 percento delle entrate è utilizzato per coprire i debiti. Con il 51,2 percento del PIL nel 1999, la quota d’indebitamento si è leggermente ridotta.

swissinfo e agenzie

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