Nel regno dell’imperfezione quotidiana
Oggetti comuni e di uso quotidiano, progettati da designer e prodotti industrialmente in grandi quantità. Ma una teiera o il sellino della bicicletta, sono davvero perfettamente funzionali?
Una mostra curiosa al mu.dac di Losanna porta alla ribalta i piccoli manufatti che rendono compiuta un’invenzione.
Rarità eccentriche, come il tubo di gomma morbida per ricoprire i fili stendipanni: mai più righe sul maglioncino buono. Insieme ad oggetti che sono entrati a pieno titolo a completare qualcosa di uso comune, come i cerchietti di gomma colorata per distinguere le chiavi, oppure le copertine, di plastica o di carta, che rivestono i libri scolastici.
Nessuno è perfetto
I “Complementi d’oggetto” o “second aid” (aiuto secondario) sono un progetto a lungo termine dell’Akademie Schloss Solitude, la scuola di design di Stoccarda dove vanno a studiare molti talenti svizzeri.
Dal 1999 il dipartimento “solitude.solutions” scova nei grandi magazzini e nei cataloghi di vendita per corrispondenza le soluzioni esposte al Mudac. E studiando e collezionando, ne inventa di nuove da proporre alle grandi marche del design internazionale. Perché nessuno è perfetto.
I complementi d’oggetto sono per lo più fatti di plastica e di metalli leggeri; accessori semplici e talvolta geniali, spesso risultano indecifrabili se tolti dal contesto.
La passeggiata per le sale del mu.dac si trasforma allora in una caccia al tesoro e le installazioni cercano di sollecitare la curiosità: da una parte c’è l’oggetto misterioso e solo sul retro la spiegazione del suo utilizzo.
Lo spessore salvamatrimonio
Fanno parte della categoria, gli spessori e le guarnizioni di ogni genere: il coprisellino per pedalare sul morbido, il pannello per fare ombra in automobile, quel pezzo di plastica dura che consente di ascoltare i dischi a 45 giri.
E chicche irrinunciabili come la “prolunga da matita”, per poterla usare fino all’ultimo mozzicone, o lo “spessore salvamatrimonio”: una protesi gonfiabile che colma quell’antipatica fessura che inevitabilmente si apre, se il vostro letto coniugale è composto da due materassi singoli.
Rientrano a pieno titolo nella categoria “mai più senza” tante piccole invenzioni in mostra al Mudac: ecco la maniglia per portare le buste della spesa e quella per sollevare con una sola mano una cassetta di bottiglie. E ancora: la piattaforma adesiva tutta bozzi che si incolla sui pedali dell’automobile, per non scivolare neanche se guidate in pantofole; il gancio per appendere la borsa al tavolino del bar e quello per tenere fermo l’asciugamano in spiaggia; il supporto di plastica dura che trasforma una lattina in posacenere e la clip per agganciare il bicchiere al piatto, ormai diffusa in cocktail e aperitivi in piedi.
Articoli in vendita soprattutto nei cataloghi per corrispondenza come “Die moderne Hausfrau”, pioniere dal 1954 e best seller con quasi tre milioni di copie distribuite fra Germania, Svizzera e Austria: un piccolo impero basato sui complementi d’oggetto. Il pezzo forte della stagione? Gli accessori per sfruttare la superficie delle porte: ganci e armadi, librerie e scarpiere.
La goccia di tè sulla tovaglia
Un caso emblematico di prodotto di largo consumo parzialmente inefficiente è la teiera: con qualunque modello, anche il più costoso, quando versate una tazza di tè, resta a bordo becco una goccia che andrà a colpire la tovaglia o il tavolo.
Per questo, ai primi del Novecento era di uso comune un’asola di stoffa o di carta, che si applicava al beccuccio e fermava la goccia. Misteriosamente scomparsa dai salotti e dalle cucine moderne, ha lasciato il posto ad una versione cervellotica e poco estetica: un rullo di spugna, declinato nei colori pastello e decorato da una farfalla di plastica, che si appende al becco della teiera con un gancio di metallo. Tanto brutto e apparentemente superfluo, che la stragrande maggioranza delle persone si rassegna alla goccia o l’asciuga con un tovagliolo.
swissinfo, Serena Tinari
Lo spessore salvamatrimonio, la prolunga da matita, il coprisellino, la clip per agganciare il bicchiere al piatto, il pannello per fare ombra in auto: tutte minime invenzioni talvolta eccentriche che rendono veramente funzionale un oggetto d’uso quotidiano.
La mostra sui complementi d’oggetto è aperta al Museo di design e arti applicate contemporanei (mu.dac)di Losanna fino al primo giugno.
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