Nel Vallese alluvionato proseguono le operazioni di soccorso
In Vallese, grazie alla diminuzione delle precipitazioni, il livello dei fiumi sta calando. A Gondo, dove sono ripresi i lavori di sgombero, una delle persone disperse è stata ritrovata in vita, di un'altra è stato rinvenuto il cadavere.
A Gondo – il villaggio lungo la strada del Sempione travolto sabato da una frana – lunedì mattina sono ripresi i lavori di sgombero alla ricerca delle 13 persone date per disperse. Le squadre di soccorso, una cinquantina di militari con dei cani, sono riusciti a stabilire un contatto con una donna intrappolata nelle macerie. Fra i detriti è stato recuperato anche il cadavere di un uomo. È la seconda vittima ufficiale del maltempo in Vallese, dopo la donna travolta domenica da uno smottamento di terreno mentre era al volante della sua automobile presso Martigny.
Nel Basso Vallese, a mano a mano che le acque si ritirano, le persone sfollate sabato e domenica ritornano alla spicciolata nelle loro case o appartamenti. A Fully, ha indicato lunedì un comunicato della cellula vallesana in caso di catastrofe (CECA), quasi tutte le 1800 persone fatte allontanare hanno riguadagnato i rispettivi alloggi.
Una quindicina di persone dovrà attendere ancora: le case in cui abitano sono situate in prossimità della colata di fango che sabato ha sommerso parte delle vigne e nella zona pianeggiante del comune sommersa dalle acque. Le persone che abitano vicino alla Dranse nei pressi di Martigny sono tornati a casa: per sicurezze è stato formato un picchetto di sorveglianza. Anche i 15 sfollati di Chamoson dovrebbero poter abbandonare i rifugi nel pomeriggio di lunedì.
A Briga gli abitanti evacuati stanno rientrando a casa. I pazienti della clinica di riabilitazione sfollati sabato scorso rientreranno in serata nel nosocomio. Dovranno pazientare ancora qualche giorno gli abitanti di Baltschieder vicino a Visp: 800 le persone allontanate nei comuni vicini di Ausserberg e Eggerberg. Le comunicazioni con questo comune rimangono difficoltose.
Anche per quanto attiene al traffico ferroviario, la situazione sta migliorando. La linea del Lötschberg è stata riaperta a partire dalle 10 di lunedì mattina. Le valli laterali, compresa la valle di Goms, sono ancora isolate.
La normalizzazione sul fronte meteorologico ha permesso la riapertura di diverse strade e di alcuni tratti ferroviari. Verso le 10.15 di lunedì mattina, ha dichiarato il portavoce delle FFS Christian Kräuchi, è partito il primo treno IC in direzione di Berna mentre il convoglio che circola in direzione opposta partirà da Briga alle 11.00. I treni regionali che collegano Goppenstein a Briga sono in servizio dalle 09.30.
Più complessa la sitazione nel Basso Vallese. I treni circolano solo tra Losanna e St. Maurice: per raggiungere Sion i viaggiatori usufruiscono dei bus messi a disposizione dalle FFS. Treni circolano anche tra Sierre e Sion mentre la linea Sierre-Briga è tutt’ora impraticabile.
Il maltempo non ha risparmiato neppure l’industria. La produzione presso Alusuisse procede a rilento, mentre presso la Lonza le macchine hanno dovuto essere bloccate. La Ciba SC-Novartis-Vantico di Monthey non ha subito invece conseguenze e l’attività prosegue normalmente.
L’esercito è presente nelle aree alluvionate con circa 200 militi. Una compagnia della scuola reclute salvataggio 277 di Wangen an der Aare è impegnata a Gondo, Martigny e Steg, indica oggi un comunicato.
Nell’ambito dell’operazione denominata «Acqua Due» vengono impiegati anche due elicotteri Super Puma e un Alouette. Nel frattempo è stato comunicato che uno dei soldati impegnati a Gondo ha subito ieri un collasso cardio-circolatorio, causato dalla fatica, che ne ha reso necessario il ricovero in ospedale.
Intanto prosegue a pieno regime la raccolta di fondi in favore delle regioni colpite. Dopo la Catena della solidarietà, attiva da sabato scorso, lunedì è partrita anche la colletta dell’Aiuto delle chiese evangeliche svizzera. Il “Patronato svizzero per i comuni di montagna” e la Coop hanno inoltre destinato al Vallese un milione di franchi a testa. La Croce Rossa svizzera ha offerto il suo aiuto per gestire in loco la distribuzione delle donazioni della Catena della solidarietà.
swissinfo e agenzie
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