No al raddoppio della galleria autostradale del San Gottardo
Il Consiglio federale ha deciso di respingere l'iniziativa popolare «Avanti», che chiede il raddoppio della galleria stradale del San Gottardo e la costruzione di una terza corsia lungo la A1. Si è però espresso a favore di un controprogetto, attualmente in preparazione.
Come ha precisato il portavoce governativo Achille Casanova, su proposta del presidente della Confederazione Moritz Leuenberger il controprogetto dovrà «tener conto della politica della Confederazione in materia di trasporti – politica sostenibile e concernente tutti i mezzi di trasporto – e dell’efficienza dell’infrastruttura dei trasporti in Svizzera”. In tal modo s’intende garantire la funzionalità della rete delle strade nazionali ed eliminare eventuali problemi.
Probabilmente ancora nell’estate prossima, il Consiglio federale- ha precisato Casanova – opterà per un controprogetto diretto a livello costituzionale o indiretto sul piano legislativo, soltanto quando gli saranno state presentate proposte concrete. Diversi gruppi di specialisti stanno valutando i settori che necessitano misure tecniche o relative all’ordinamento del territorio.
Depositata il 28 novembre scorso con oltre 107 mila firme, l’iniziativa «Avanti – per autostrade sicure ed efficienti» è stata lanciata dal Touring Club Svizzero, dall’Unione petrolifera, dall’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) e da ambienti economici e politici borghesi. Chiede un adattamento appropriato delle infrastrutture autostradali.
Vuole così eliminare le annose strettoie esistenti tra Ginevra e Losanna, Berna e Zurigo, nonché tra Erstfeld e Airolo, dove l’iniziativa chiede il raddoppio della galleria stradale del San Gottardo. I lavori di potenziamento su questi tratto dovranno essere in corso al più tardi dieci anni dopo l’accettazione dell’iniziativa.
Secondo i promotori, l’iniziativa «Avanti» chiede un «approccio globale della problematica dei trasporti, finora mancante, ma da tempo auspicato dalla popolazione». «Attraverso un ragionevole adattamento ecologico ed economico», essa «indica la via da seguire per eliminare i problemi di capacità, affinché la popolazione e l’economia svizzere possano disporre d’infrastrutture stradali e ferroviarie efficienti e adeguate».
swissinfo e agenzie
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