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Nuovo mercato per le aziende: la pubblicità virtuale con i video giochi

Un video gioco per i più giovani su Internet: è la nuova strategia dei pubblicitari per fidelizzare i consumatori più giovani. www.coca-cola.ch/fun

Anche in Svizzera, come in altri Paesi le aziende cominciano ad utilizzare Internet per le loro campagne pubblicitarie. A sfruttare questo nuovo mercato è Coca Cola Svizzera, che offre ,a chi visita il suo sito, un video gioco.

L’intento della filiale elvetica della multinazionale di Atlanta è quello di fidelizzare i più giovani. Il video gioco offerto sul proprio sito si indirizza infatti agli adolescenti, grandi clienti della bibita americana. L’intero gioco è basato sul marchio della multinazionale di Atlanta: il pianeta terra, del video gioco, è quello dove si produce la celebre bibita; la mascotte, guarda caso, si chiama Coky; i punti guadagnati si calcolano in unità di gioco vinte ed in bottiglie di Coca Cola, ovviamente, e via di seguito fino ai premi finali per i migliori video giocatori, tra i quali ovviamente poltrone gonfiabili con il marchio della celebre bibita.

Ma come mai le grandi multinazionali utilizzano sistemi pubblitari come questo video gioco per entrare in contatto e fidelizzare i consumatori. Davide Gai, giornalista, esperto di Internet e multimedia e promotore della rassegna Ticino Informatica, ci spiega, nello scritto che segue, il significato e cosa sta dietro a questo sito di Coca Cola Svizzera.

Per comprendere il significato dell’operazione è necessario compiere due o tre passi indietro. Pensiamo alle origini di Internet, una grande rete piena di informazioni. Poi la gente vi ha preso gusto ed ha cominciato a pensare di fare affari con Internet. E’iniziato l’e-commerce, la possibilità di commerciare, di vendere oggetti attraverso la grande rete. Ci si è voluti allargare e si è passato all’e-businnes, ovverossia le relazioni tra un’azienda e l’altra, via Internet. Poi siamo arrivati all’e-trade, dove le azioni e la borsa da reali diventano virtuali.

Forse dobbiamo chiederci se tutto il nostro mondo da reale stia diventando virtuale. Ci troviamo forse nell’era dell’e-tutto? Sicuramente sì. Dobbiamo specchiarci nella rete ed anche la pubblicità si deve specchiare nella rete.

Da tempo le ditte che producono sostanze alimentari, bevande, dolciumi, eccetera, vedono nei bambini un mercato molto importante. Pensiamo alle figurine di Walt Disney contenute nelle scatole dei corn flakes.

Ed anche la Coca Cola, visto come stanno le cose, ha voluto sfruttare il nuovo grande braccio di Internet per avvicinarsi ai bambini, offrendo loro dei videogiochi. Non dobbiamo stupirci di quello che è successo, avremmo dovuto stupirci se la cosa non avesse avuto luogo.

Dobbiamo aspettarci una pubblicità virtuale, ma non per questo meno staccata dal mondo reale, anzi molto più permasiva. Come potremo allora controllare tutto ciò? Ancora col peso della ragione umana, come dire la supremazia dell’identità biologica davanti all’entità informatica.

Davide Gai

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