Oro della Bns: i Cantoni rivendicano la propria parte
I Cantoni ribadiscono i propri diritti sull'oro eccedente della Banca nazionale non destinato al Fondo Svizzera solidale, e chiedono che né la chiave di ripartizione con la Confederazione venga modificata, né siano fissati vincoli d'impiego.
Lo scorso 11 maggio il Consiglio federale aveva tagliato corto con le discussioni sulla destinazione dell’oro eccedente (1.300 tonnellate) della Banca nazionale svizzera (Bns). Il rendimento prodotto dal capitale ricavato dalla vendita di 500 tonnellate d’oro dovrebbe comunque servire al finanziamento trentennale della Fondazione Svizzera solidale.
Per l’impiego degli utili delle rimanenti 800 tonnellate, il Governo avanzava due varianti: la riduzione del debito pubblico di Confederazione e Cantoni; oppure la destinazione, in due tappe, alla formazione professionale nelle nuove tecnologie, prima, e al finanziamento delle prestazioni transitorie dell’Avs, poi.
Lo stesso giorno, il consigliere di Stato bernese Hans Lauri, presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, reagiva dichiarando che i Cantoni vogliono essere liberi di utilizzare il rendimento dell’oro della Bns in base ai loro bisogni e non secondo gli scopi definiti da Berna. Ora, tale posizione è stata confermata dal plenum dalla Conferenza, riunita a Zugo con la partecipazione del consigliere federale Kaspar Villiger.
I direttori cantonali delle finanze hanno rinnovato la loro approvazione – stabilita già sin dal 1997 – alla Fondazione Svizzera solidale.
Ma per l’impiego del resto delle riserve d’oro hanno ribadito che la chiave di ripartizione degli utili della Bns (2/3 ai Cantoni e 1/3 alla Confederazione), ancorata nella Costituzione federale, non dev’essere modificata.
Inoltre, hanno chiesto “libertà di manovra” per quanto concerne l’impiego degli utili della Bns loro riservati. “Ogni vincolo a uno scopo preciso”, ha detto Lauri, “conduce ad un aumento della spesa nel settore considerato, e la consistenza iniziale del patrimonio viene rapidamente esaurita”.
La Conferenza si è anche occupata della richiesta, fatta dalla Confederazione, di una partecipazione dei Cantoni alla garanzia di deficit eventualmente necessaria per Expo.02. I ministri cantonali delle finanze hanno risposto a Villiger che sono disposti a discuterne in futuro, se ci sarà una richiesta concreta di copertura di un deficit, anche se – hanno aggiunto – questo provocherà “grossi problemi pratici a livello cantonale”.
Silvano De Pietro
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.