Orologeria: in calo l’export a settembre
Brusca frenata per l'export di orologi: in settembre, e per il terzo mese consecutivo, si è registrato un calo, che per gli Stati Uniti è stato del 28,9%.
La flessione era attesa, ma è stata più forte verso gli Stati Uniti che nel resto del mondo. Su scala internazionale la contrazione è stata del 7,6%, fa sapere la Federazione orologiera svizzera: riflette lo stato dell’economia mondiale dopo gli attentati anti-americani dell’11 settembre. Globalmente 15 dei trenta principali sbocchi commerciali dell’industria dell’orologio elvetica hanno segnalato in settembre cifre in calo, ma sull’insieme dei primi nove mesi, raffrontati allo stesso periodo del 2000, la tendenza continua ad essere positiva. L’export è stato pari a 7,613 miliardi di franchi, in aumento del 6,7%.
L’orologeria svizzera è quindi ancora in grado di battere il record assoluto del 2000, quando le esportazioni hanno raggiunto 10,3 miliardi di franchi. Desta però preoccupazione l’export verso gli Stati Uniti, sceso nei nove primi mesi 2001 del 9,4% a 1,156 miliardi di franchi. Hong Kong e Giappone invece progrediscono rispettivamente del 9,2 % a 1,103 miliardi e del 18,7 % a 783,1 milioni.
In Europa, solo l’Italia – il quarto mercato – ha registrato un calo delle vendite del 5,5% a 575,6 milioni di franchi. Germania, Francia, Gran Bretagna, Singapore, Spagna e Taiwan (che nella classifica dell’export si situano tra il quinto e il decimo posto) sono invece in ripresa.
swissinfo e agenzie
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