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Otto Piller: aumento dell’IVA per sostenere le assicurazioni sociali

Otto Piller ritiene che la crescita economica non basterà a coprire il finanziamento delle assicurazioni sociali Keystone Archive

Malgrado il buon andamento registrato nel 2000, non si potrà rinunciare all'aumento del tasso dell'IVA per garantire il futuro delle assicurazioni sociali. È quanto ha ribadito il direttore dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), Otto Piller, in un'intervista rilasciata alla Neue Zürcher Zeitung. L'anno scorso i conti di AVS/AI/IPG si sono chiusi con un attivo di 441 milioni di franchi.

Secondo Otto Piller, l’aumento dell’IVA di un punto percentuale è ineluttabile in considerazione dell’evoluzione demografica del paese. Sul lungo periodo, infatti, la sola crescita economica non basterà a garantire le necessarie risorse finanziarie.

I conti delle assicurazioni sociali hanno sempre conosciuto
degli alti e dei bassi, ha ricordato Piller. A suo avviso, il rialzo dell’IVA potrebbe perlomeno allontanarsi nel tempo, a condizione che la congiuntura rimanga favorevole.

Per il 2000, l’UFAS aveva pronosticato perdite pari a 1,1 miliardi di franchi. Dalla chiusura dei conti risulta invece un’eccedenza di 441 milioni di franchi. Le ragioni di questo risultato positivo sono da ricercare, secondo Piller, nel buon andamento economico che ha portato ad un aumento della massa salariale e ad una riduzione della disoccupazione.

Per il direttore dell’UFAS occorre comunque mantenere l’obbiettivo del risanamento delle assicurazioni sociali, a cominciare dall’Assicurazione per l’invalidità che ha registrato anche l’anno scorso un disavanzo. Per quanto riguarda l’AVS, Piller ritiene sopportabile la proposta della Commissione del Consiglio nazionale di attribuire 800 milioni di franchi per finanziare il pensionamento anticipato.

Nel suo progetto per l’11esima revisione dell’AVS il Consiglio federale voleva limitare tale finanziamento a 400 milioni di franchi. Secondo Piller, il raddoppio di questa somma dovrebbe permettere anche ai redditi più bassi di approfittare del pensionamento flessibile.

swissinfo e agenzie

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