Paura tra i librai a Ginevra, per l’arrivo del dragone della FNAC
Con il grande magazzino su tre piani che apre venerdì in pieno centro a Ginevra, il gigante della distribuzione libraria e discografica francese approda in Svizzera romanda, mettendo in subbuglio il settore della vendita di prodotti culturali.
In effetti ha proprio l’aria tentacolare: il 26 ottobre a Milano, venerdì a Ginevra, nelle prossime settimane a Lovanio (Belgio) e Alicante (Spagna), senza dimenticare due mega-stores in Portogallo. C’è di che spaventare librai e venditori di dischi locali.
Eppure, quando nacque nel 1954 questo grande magazzino della cultura massificata – che, ricordiamolo offre assieme ai libri, prodotti multimedia e hi-fi – era il sogno di due amici trotzkisti, appassionati in particolare di fotografia. Certo, la vocazione anticonformista della FNAC non è completamente scolorita: da giovedì, ad esempio, nei negozi francesi del gruppo, grazie a un partenariato con la Lega Internazionale dei Diritti dell’uomo, i clienti sono invitati a firmare una petizione in favore di cinque militanti ingiustamente incarcerati.
E gli spazi enormi di questo distributore francese sono strutturati non solo per vendere, ma anche per favorire incontri, organizzare manifestazioni, promuovere insomma cultura in senso largo. A Milano, ad esempio, proprio venerdì sera, Fabio Pusterla presenta negli spazi della nuova Fnac di via Torino, la sua antologia di poesia francese contemporanea “Nel pieno giorno dell’oscurità” (Marcos y Marcos).
Ma non si può dire che oggi la FNAC, coi suoi 70 negozi in tutta Europa e una cifra d’affari stimata intorno ai venti miliardi di franchi francesi, possa considerarsi un libraio anticonformista. Anzi, la sua insegna su fondo arancio è diventata sinonimo di un modello di vendita culturale standardizzata – sia nell’architettura, sia nei prodotti – contro cui pure si battono i fautori di un radicamento dell’offerta culturale nel territorio.
A Ginevra il grande magazzino in rue de Rive fa molta paura; un secondo è previsto per gli spazi periferici di Balexert, ma l’espansione prosegue poi verso Losanna, Basilea e Zurigo.
E questa apertura europea del grande gruppo di distribuzione è spinta dal bisogno crescente di massimizzazione del profitto: la legge Lang del 1981 fissa infatti, in Francia, a 5 percento il limite massimo di ribasso per i prodotti librari. Questo non avviene, per esempio, in Svizzera, nonostante una recente raccolta di firme abbia sollevato il problema a livello federale.
Senza contare che i librai svizzeri non hanno la possibilità di acquistare i propri libri direttamente presso gli editori francesi, dovendosi sottomettere alle tariffe d’importazione dei distributori locali.
“Dobbiamo prendere il problema al contrario” ci dice Francine Bouchet, presidente dell’ASELF (Associazione degli editori svizzeri di lingua francese) – “e vedere il lato positivo dell’arrivo della FNAC. Quando il drago arriva bisogna in qualche modo reagire e questo rimette in movimento il paesaggio dell’editoria, delle edizioni e delle librerie in Svizzera romanda. Anziché piagnucolare, dobbiamo dirci che, quando la FNAC arriverà anche a Zurigo, certamente gli svizzero tedeschi dovranno fare i conti con questa realtà. E quando saranno anche loro messi in pericolo dalla concorrenza, forse potremo andare insieme verso una decisione federale sulla protezione del libro, che raccolga il favore dei politici”.
Ma il fatto che si parli di drago, rende bene lo stato d’animo di editori e librai: con 3300 metri quadri di superficie (su tre piani), 150 impiegati e la sua offerta per attirare un pubblico eterogeneo, la FNAC rischia di infliggere un duro colpo alle vendite dei negozi di libri e dischi ginevrini, uniformandone i contenuti in nome del mercato.
D’altra parte le frontiere della vendita, anche nell’ambito dei prodotti “di consumo culturale”, stanno rapidamente cadendo grazie all’arrivo delle nuove tecnologie: da più di un anno il pubblico francese può fare i suoi acquisti direttamente sul sito www.Fnac.fr, o su alapage.com, mentre il ricchissimo sito www.internetbookshop.it promette all’acquirente di lingua italiana sconti che arrivano fino al 25 per cento. Il mercato del libro, insomma, con o senza Fnac sulle rive del lago Lemano, sta subendo una mutazione senza precedenti.
Pierre Lepori
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