Per decollare, l’aeroporto di Zurigo scommette sulla Borsa
Dopo le alleanze e le privatizzazioni delle compagnie aeree, tocca ora agli aeroporti confrontarsi con il mercato globale. L'aeroporto di Zurigo, sulla scia di altri importanti scali, entra in borsa per garantirsi il finanziamento.
Per un’azionista, investire in un aeroporto potrebbe rivelarsi un affare redditizio. È quanto affermano taluni analisti che commentano l’entrata in borsa dello scalo di Zurigo. Acquistare azioni di un aeroporto può essere interessante sul lungo periodo e, talvolta, anche sul corto termine. Le azioni sono generalmente offerte a un prezzo basso per attirare i clienti e un aggiustamento successivo può fruttare parecchio.
Gli scali aerei beneficiano della crescita prevista del traffico passeggeri per i prossimi anni, che dovrebbe aggirarsi in media attorno al 6 percento. Inoltre, contrariamente alle compagnie aeree, gli aeroporti non sono in balia di forti costi esterni dovuti al prezzo del kerosene e non si trovano in un regime di spietata concorrenza.
Certo, anche gli aeroporti devono risolvere un certo numero di problemi per potere interessare gli azionisti. In particolare, devono riuscire a disporre di regolamentazioni locali interessanti, controllare le questioni ambientali (inquinamento fonico e atmosferico) e gestire in modo oculato i grandi bisogni in capitale per la costruzione delle infrastrutture necessarie.
L’aeroporto di Zurigo ha già compiuto un primo passo in borsa offrendo, lo scorso aprile, le azioni della sua società immobiliare, dopo che i cittadini avevano accettato la privatizzazione progressiva dell’ente. Il Cantone di Zurigo, azionista maggioritario con una quota del 78 percento, intende ora disfarsi del 28 percento del suo capitale. Queste azioni, per un numero totale di 1,381 milioni con un valore di circa 325 franchi per azione, sono offerte a partire da lunedì e il 16 novembre saranno contrattate per la prima volta in borsa. Nel 2001, il cantone intende ridurre ulteriormente la sua quota e scendere a una partecipazione di un terzo.
Le prossime grandi sfide dell’aeroporto di Zurigo, che oggi si trova al nono posto in Europa per quanto riguarda il numero di passeggeri imbarcati, sono un più elevato sfruttamento delle potenzialità del traffico aereo e un rafforzamento del settore non legato ai voli. In particolare, è prevista la realizzazione della quinta fase della costruzione e un raddoppio del commercio e delle prestazioni di servizio entro il 2004.
L’aeroscalo di Zurigo, ribattezzato per l’occasione Unique Zurich Airport (UZA), è confrontato oggi con l’opposizione di parte della popolazione per l’inquinamento fonico e con una controversia con la Germania per le rotte di avvicinamento. Queste difficoltà non impensieriscono però i dirigenti, anche perché intendono profilarsi all’estero con la vendita delle loro conoscenze (attività di consultino) ad altri aeroporti.
Durante il primo semestre di quest’anno, l’aeroporto ha registrato un aumento dei passeggeri dell’11,8 percento e un incremento dei movimenti aerei del 9,9 percento rispetto all’anno scorso. La cifra d’affari è stata di 245 milioni di franchi, 126 dei quali provenienti dal settore non aereo. L’utile netto è stato di 46 milioni di franchi.
Mariano Masserini
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.