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Per il nuovo direttore della Posta indispensabile una ristrutturazione per fa fronte alla concorrenza

Ulrich Gygi entrerà in funzione quale direttore generale della Posta il prossimo 1. luglio Keystone

La Posta potrebbe perdere, con la liberalizzazione del settore, fino al 30 percento della sua quota di mercato nei prossimi anni. Lo ha affermato, in un'intervista all'agenzia di stampa elvetica Ats, il neo direttore generale Ulrich Gygi.

La Posta svizzera, come nel resto d’Europa, perderà progressivamente il monopolio nel servizio di consegna di lettere e pacchi. I mutamenti sono rapidi e per fronteggiarli la soluzione «è relativamente chiara»: bisognerà comprimere i costi e individuare nuove fonti di finanziamento. Attualmente, ha detto Gygi, che assume il nuovo incarico lunedì, l servizio di uffici postali genera un disavanzo di 500 milioni all’anno, che bisognerà ridurre, affidando ad esempio determinate attività a società esterne.

Bisognerà poi che la concorrenza sia corretta: esiste infatti il rischio che società concorrenti si assicurino fette di mercato redditizie, lasciando alla Posta quelle deficitarie. Per ovviare a questa situazione Gygi propone che siano introdotte licenze da mettere all’asta: i soldi raccolti potrebbero così essere destinati a un fondo, che ha sua volta finanzierebbe i compiti di «servizio pubblico» che la Posta si assume.

Ma il «gigante giallo» conta anche di poter gestire una vera e propria banca, con il cui ricavato potrebbe continuare a finanziare la rete dei suoi 3’500 uffici postali. La ristrutturazione si annuncia irta di difficoltà: bisognerà far opera di persuasione presso i 53 mila dipendenti, i sindacati, il mondo politico, e anche gli utenti.

La Posta, ha detto il neo direttore, non è una società qualsiasi. Gode dell’immagine di azienda vicina ai cittadini e le decisioni che la riguardano sono quindi discusse sulla pubblica piazza.

Gygi ha detto di non voler seguire metodi incisivi in atto nel management privato, che portano a tagli dell’occupazione. «Non ci saranno licenziamenti», ha assicurato, ma soluzioni individualizzate, piani sociali e un ricorso più ampio al lavoro a tempo parziale. La Posta dovrà comunque ammodernarsi: «il mondo cambia: tra dieci anni il computer sarà in ogni casa. La Posta deve trasformarsi, altrimenti si ritroverà al museo».

swissinfo e agenzie

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