Per il presidente della BNS, il pericolo viene dal calo dei consumi
L'economia mondiale, raffreddatasi lo scorso anno dopo una fase di forte espansione, mostra solo tenui segnali di ripresa e al momento attuale il pericolo numero uno è rappresentato dalla scarsa propensione ai consumi. È quanto ha affermato il presidente della Banca nazionale Jean-Pierre Roth, intervenendo venerdì a Lugano alla giornata dei banchieri svizzeri.
Ancora un anno fa si celebrava in pompa magna il miracolo della«New Economy» e si prospettava la fine imminente dei cicli economici tradizionali. Oggi il quadro complessivo è ben diverso, ha detto Roth: i segnali negativi in provenienza dagli USA e il calo delle borse mondiali ci richiamano alla memoria che sviluppo economico e insicurezza sono indissolubilmente collegati.
Il consumo privato, in condizioni difficili, si è finora sempre rivelato quale il più importante fattore a sostegno della congiuntura, ma è anche vero che più a lungo l’orizzonte economico rimane incerto e più aumenta il rischio di veder crollare la propensione a consumare. La Svizzera, ha detto Roth, non sfugge di certo a questa regola. Una diminuita voglia consumistica quale reazione a una generale condizione di insicurezza potrebbe arrecare oggi un ulteriore colpo a una congiuntura già debole.
Rischi, ha detto Roth, sussistono anche per i mercati finanziari, dato che le turbolenze tendono a causa della globalizzazione a propagarsi. Possono provenire da errori commessi nel passato, come dimostrano le crisi in Asia, America Latina e Russia, oppure ancora dai dati della bilancia commerciale degli Stati Uniti: un nascente pessimismo potrebbe allontanare gli investitori dagli USA, con conseguenze negative sul corso del dollaro, che per altro nelle scorse settimane si è già indebolito.
D’altra parte, l’Associazione svizzera dei banchieri, riunita a Lugano, ha deciso di donare mezzo milione di dollari ai famigliari delle vittime rimaste uccise negli attentati contro il World Trade Center di New York.
Per il presidente Georg Krayer, si tratta di un «contributo del mondo bancario svizzero» alle vittime degli attacchi e in particolare ai famigliari dei vigili del fuoco e dei poliziotti morti nelle operazioni di soccorso.
swissinfo e agenzie
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