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Per Kaspar Villiger è necessario continuare l’aiuto all'”Helvetistan”

Il capo del Dipartimento delle finanze (qui in una foto d'archivio) è appena tornato da un viaggio di una settimana in alcune repubbliche ex-sovietiche Keystone

Secondo il ministro delle finanze, se si vuole evitare il peggio, l'Occidente e la Svizzera devono proseguire l'aiuto agli Stati dell'Asia centrale e del Caucaso, nonostante la mancanza di democrazia e le violazioni dei diritti umani.

Finché vi sono possibilità di riforme politiche ed economiche, non si deve ridurre o interrompere la collaborazione con queste ex repubbliche sovietiche, ha affermato lunedì il capo del Dipartimento federale delle finanze (DFF), Kaspar Villiger, rientrato a Berna da un viaggio nell'”Helvetistan”. «Un isolamento avrebbe effetti destabilizzanti e nefasti», ha aggiunto Villiger.

Il consigliere federale ha visitato fino a domenica l’Azerbaigian, il Turkmenistan, l’Uzbekistan, il Tagikistan e il Kirghisistan. Scopo di questo viaggio di una settimana: curare le relazioni con gli Stati che, con la Polonia, appartengono al gruppo della Svizzera in seno alle istituzioni di Bretton Woods, soprannominato «Helvetistan». Alla testa di questo gruppo – ha asserito Villiger – la Svizzera deve favorire una certa coesione, per garantire il proprio influsso nel Fondo monetario internazionale (FMI) e nella Banca mondiale (BM).

La delegazione svizzera – ha precisato Villiger – ha anche approfittato del viaggio per discutere, con i vari paesi, sulla sua proposta d’integrare nel gruppo anche la Repubblica federale di Jugoslavia. Secondo il capo del DFF, le autorità competenti hanno dato prova di «molta comprensione». Attualmente, la parola spetta a Belgrado. È infatti compito del nuovo governo scegliere a quale gruppo intende aderire.

La delegazione svizzera è rientrata a Berna con una lunga lista di richieste d’aiuto. Le necessità dovranno ora essere esaminate, ha precisato Villiger. Durante il viaggio sono comunque già stati fatti numerosi gesti. È per esempio stato firmato un accordo quadro sul commercio e la cooperazione economica con l’Azerbaigian. Villiger ha anche promesso di stanziare 10 milioni di franchi per risanare le condotte dell’acqua potabile della capitale.

Con il Turkmenistan, Villiger ha concluso un memorandum per aiutare il settore privato. L’accordo deve permettere l’insediamento d’aziende svizzere. Nel Kirghisistan è stato promesso un aiuto di 2,5 milioni di franchi alle riforme strutturali.

swissinfo e agenzie

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