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Per la metà degli svizzeri il segreto bancario si può abolire

Zurigo, centro nevralgico della piazza finanziaria svizzera Keystone

Gli svizzeri sono sempre meno convinti dell'utilità del segreto bancario: il 48,5 percento è favorevole a una sua abolizione totale o parziale. Lo rivela un sondaggio pubblicato dal settimanale romando «dimanche.ch».

Anche il consigliere federale Moritz Leuenberger ha detto alla radio romanda RSR che un suo mantenimento non è possibile.

Secondo l’inchiesta – realizzata dall’istituto Isopublic che ha interrogato 734 persone – il 38,5 percento ritiene opportuno un allentamento del segreto bancario seguendo i desideri espressi dall’Unione europea e il 10 percento si è detto d’accordo con la sua totale abolizione. Il 40 percento, invece, ha detto di volerlo mantenere nella forma attuale e il restante 11,5 percento ha risposto «non so».

Il 38 percento ritiene che il segreto bancario serva solo ai ricchi e agli evasori fiscali. Solo il 9,1 percento lo considera vantaggioso per la popolazione e il 51 percento degli interpellati attribuisce il successo della piazza finanziaria elvetica al segreto bancario piuttosto che alla competenza dei banchieri.

Anche per Moritz Leuenberger il segreto bancario non costituisce più un bastione intoccabile. Ai ai microfoni della RSR, il capo del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni ha affermato: «Non desidero che il Governo rimanga l’ultimo dei moicani a difenderlo. Di fronte allo sviluppo mondiale, le banche hanno già capito che non è possibile conservarlo».

Nel 1984 gli svizzeri avevano respinto massicciamente (73 percento) un’iniziativa socialista «contro gli abusi del segreto bancario». Nelle ultime settimane la pressione sul segreto bancario elvetico è aumentata. Al vertice dell’Unione europea nella località portoghese di Feira martedì scorso i Quindici si sono accordati sulla tassazione del risparmio dei non residenti per combattere l’evasione fiscale.

Secondo l’intesa europea, le direttive entreranno in vigore solo quando i Paesi terzi, tra cui la Svizzera, garantiranno di introdurre provvedimenti simili per evitare fughe di capitali. L’UE intende svolgere i negoziati con questi Paesi entro il 2002 affinché adottino «misure equivalenti» sullo scambio di informazioni. In pratica, il meccanismo potrà funzionare a pieno regime – se tutte le scadenze saranno rispettate – solo nel 2010.

swissinfo e agenzie

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