Per prevenire gli infortuni indispensabile per i ciclisti il casco
Ottenere che almeno un terzo dei ciclisti indossi il casco è l'obiettivo della campagna, presentata martedì al Museo dei Trasporti di Lucerna, dall'Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni (Upi) e da SuvaLiv, il ramo della Suva che si occupa della sicurezza nel tempo libero.
In caso di incidenti, il casco riduce del 75 percento il rischio di trauma cranico. Ricerche dell’Upi confermano che se tutti i ciclisti si proteggessero con il casco, si conterebbero annualmente una trentina di morti e 7.700 feriti in meno. Si risparmierebbero inoltre oltre 700 milioni di franchi annui in assicurazioni. Purtroppo, secondo l’Upi, per ora solo 1 ciclista su 5 lo indossa.
«Non c’è bisogno di dimostrare l’utilità del casco» ha spiegato a Lucerna il dottor Raphael D. Huguenin, vicedirettore dell’Upi: «molti credono però che a rischiare sia solo chi usa la bici da corsa o la montain bike».
La campagna – che prevede manifesti, spot televisivi e radiofonici, nonché giornate dedicate all’uso del casco – si rivolge quindi in primo luogo a chi inforca la bici anche solo per percorrere brevi tratti.
La Suva ha inoltre presentato un nuovo simulatore di caduta, elaborato in collaborazione con il professor Felix Walz e il dottor Markus Muser dell’Università e del Politecnico di Zurigo, il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA) di San Gallo e il Laboratorio di Biomeccanica del Politecnico zurighese. Tale dispositivo – che evidenzia, secondo l’Upi, l’efficacia protettiva del casco per bici – verrà messo a disposizione delle aziende assicurate alla Suva.
Anche le FFS hanno deciso di contribuire alla tutela dell’incolumità dei propri clienti: le bici noleggiate alle stazioni di Airolo e Göschenen saranno dotate gratuitamente del casco per bici Suva.
swissinfo e agenzie
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