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Perdita miliardaria per Clariant: varato un programma di tagli

swissinfo.ch

Clariant sopprimerà 1000 impieghi in più del previsto e chiuderà 10 impianti di produzione nel quadro del proprio programma di ottimizzazione dei costi, peraltro già costato 8000 posti in Germania nel mese di marzo. La misura non dovrebbe toccare la Svizzera. Nel primo semestre il gruppo chimico basilese ha registrato una perdita netta di 1,314 miliardi di franchi.

Il risultato netto comprende in particolare 347 milioni di franchi di costi per i progetti di ristrutturazione già iniziati e quelli che il gruppo definisce «effetti speciali». In particolare: ammortamenti dell’ordine di 1,573 miliardi di franchi e un ammortamento del goodwill di 1,297 miliardi.

Senza «effetti speciali» Clariant, nato dalle specialità chimiche di Sandoz e dalla tedesca Hoechst, sottolinea di aver registrato un utile di 143 milioni di franchi nel primo semestre. La cifra è da comparare con i 286 milioni di utile netto fatti registrare nei primi sei mesi del 2000, prosegue il comunicato.

La riduzione dei costi appare quindi il cavallo di battaglia di Clariant. Da alcuni mesi il gruppo basilese ha iniziato il processo di integrazione della britannica BTP (chimica fine), la soppressione di impieghi in Germania (800), Stati Uniti e Spagna e la chiusura di alcuni impianti oltre Oceano.

La Svizzera risparmiata

La Svizzera non dovrebbe essere toccata dalla ristrutturazione. Non è tuttavia ancora chiaro dove saranno applicate le misure di risparmio, ha affermato Philipp Hammel, portavoce del gruppo.

Il programma di ristrutturazione, il secondo in pochi mesi, è ancora in fase di realizzazione. I dettagli saranno probabilmente svelati nel corso del 4. trimestre 2001, ha spiegato Hammel all’ats. Le misure dovrebbero produrre i loro effetti nel corso dell’esercizio 2003, ha precisato.

In totale Clariant si separerà da 3.500 collaboratori nei prossimi due anni: 2000 posti saranno tagliati in due misure di ristrutturazione, mentre altri 1.500 sono legati alle ditte alienate a terzi. Il gruppo basilese dà lavoro attualmente a circa 30.900 persone in tutto il mondo.

Sorpresa da parte dei sindacati

Il segretario del sindacato edilizia e industria (SEI) Mathias Bonert hsi è dichiarato sorpreso dalla decisione di Clariant e ha stigmatizzato in particolare la portata della misura definendola «eagerata».

Il SEI critica inoltre la cattiva politica di informazione del gruppo chimico basilese, anche se alla luce del rallentamento degli affari negli ultimi tempi la ristrutturazione non giunge «inattesa», spiega Bonert.

Il segretario del SEI mette in dubbio l’affermazione dei vertici di Clariant, per i quali la Svizzera non dovrebbe essere interessata dalla misura. «Il gruppo non ha mai informato apertamente sulla propria situazione», aggiunge.

Il sindacato intende lottare contro questa mancanza di trasparenza, attivando la rete di contatti internazionali. «In tal modo tutti i siti di produzuione di Clariant saranno avvisati dell’assenza di informazione», ha concluso Bonert.

swissinfo e agenzie

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