Pressioni dell’UE per un’armonizzazione della fiscalità dei risparmi
Riuniti a Lussemburgo, i ministri delle finanze dei 15 hanno annunciato di voler giungere ad un accordo sulla tassazione dei risparmi entro la fine di novembre. Pascal Couchepin disposto a cooperare, ma non intende entrare in materia sul segreto bancario.
Nel corso della riunione, alla quale hanno preso parte anche i ministri delle finanze dell’Associazione europea di libero scambio, il commissario europeo per la fiscalità Fritz Bolkestein e il ministro francese Laurent Fabius hanno dichiarato che un accordo potrà essere raggiunto già in occasione della prossima riunione ministeriale, in programma per il 27 novembre. In tal caso il programma di armonizzazione della fiscalità dei risparmio potrà essere approvato dal vertice dei capi di governo in dicembre a Nizza.
I preparativi seguono il calendario fissato al vertice di Feira (Portogallo) svoltosi in giugno. I quindici avevano ammesso l’idea di generalizzare verso il 2010 lo scambio di informazioni tra le autorità fiscali a proposito dei risparmi dei non residenti. I dettagli dovranno essere definiti entro fine anno. I Quindici prevedono in seguito di negoziare dal 2001 con paesi terzi, fra cui la Svizzera, per evitare la fuga di capitali. Tali paesi dovrebbero adottare «misure equivalenti».
Da parte sua, il ministro svizzero dell’economia Pascal Couchepin, pure presente alla riunione, ha ribadito che la Svizzera vuole cooperare con l’Unione europea in materia di fiscalità. Berna ritiene percorribile la via della tassazione alla fonte del risparmio, ma esclude il modello dello scambio obbligatorio di informazioni tra le autorità fiscali dei vari paesi europei. «Non è una soluzione accettabile», ha dichiarato Couchepin, rammentando che anche la Svizzera, e non solo l’UE, ha i propri interessi da difendere.
«I negoziati, ha aggiunto, sono comunque negoziati, e non si può quindi chiudere le porte alle varie opzioni già all’inizio» delle discussioni. Cio significherebbe che Berna è disposta a cedere al paese di residenza del risparmiatore parte del gettito dell’imposta alla fonte. La trattativa, ha detto Couchepin, deve però essere equa e prendere in considerazione gli interessi di entrambe le parti: «non siamo disposti a fare regali».
La riunione dei ministri finanziari di UE e AELS, presieduta dal francese Laurent Fabius, ha passato in rassegna anche temi legati alla criminalità economica e al riciclaggio di denaro sporco e a questo proposito ha espresso commenti positivi quanto agli sforzi intrapresi in questo campo dal principato del Liechtenstein.
Quanto all’euro, Couchepin ha indicato che la debolezza della moneta unica «non è giustificata» se si considerano i dati fondamentali dell’economia europea. «Sono convinto che vi sarà presto una correzione verso l’alto». Il consigliere federale ha aggiunto che la Banca Nazionale Svizzera non ha motivo di sostenere il corso dell’euro. Non ha quindi partecipato all’azione concertata del 22 settembre scorso: anche per una questione d’indipendenza della BNS stessa».
swissinfo e agenzie
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