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Prima apertura notturna al traffico pesante, proteste a Chiasso e Uri

Immagini sempre più frequenti sull'asse del Gottardo Keystone

290 tir hanno approfittato dell'apertura della dogana commerciale di Chiasso nella notte fra mercoledì e giovedì. Alcune centinaia di persone hanno manifestato contro la misura a Chiasso, altri gesti di protesta vi sono stati ad Uri. Intanto fa discutere l'idea di trasformare l'area dell'ex Monteforno a Bodio in un area per il disbrigo delle formalità doganali. E ad aggravare ancora la situazione sull'asse del Gottardo è sopraggiunto anche il temporaneo blocco della linea ferroviaria.

L’ultimo camion diretto a sud è passato dalla dogana commerciale di Chiasso giovedì mattina all’1.45: oltre 290 Tir hanno approfittato della misura straordinaria che prevede – durante il finesettimana pasquale – l’apertura ininterrotta del valico.

Come previsto vi sono state proteste contro il provvedimento suggerito dalla task force «Camion in transito» e accettato dal Dipartimento federale dei trasporti (DATEC), dall’Amministrazione federale delle dogane, dalle autorità ticinesi e da quelle italiane. A Chiasso circa 300 persone hanno manifestato contro la violazione della pace notturna, mentre nel canton Uri cinque chiese hanno suonato le campane in segno di protesta.

E mentre sull’autostrada ci si aspettano disagi anche per i prossimi giorni, la situazione anche la linea ferroviaria del San Gottardo è stata bloccata a causa di un convoglio deragliato. Il treno di notte Milano-Bruxelles è uscito dai binari poco dopo la mezzanotte alla stazione di Rodi-Fiesso. Nessuno dei 140 viaggiatori è rimasto ferito, ma due persone sono sotto shock. Non sono ancora chiare le ragioni dell’incidente.

Tutti i passeggeri hanno potuto raggiungere Basilea con un treno regionale, da lì sono ripartiti in pullman verso Bruxelles. La linea ferroviaria rimarrà chiusa fino alle 14.00 di giovedì, quando il traffico riprenderà su un solo binario. Le FFS prevedono che i convogli possano tornare a circolare normalmente domani.

Intanto fa discutere l’idea di trasformare l’area dell’ex Monteforno di Bodio in un grande parcheggio per i camion per il disbrigo delle formalità doganali. Il progetto sarà nell’agenda della prossima seduta della task force (19 aprile). Pubblicata mercoledì dalla «Berner Zeitung», la notizia è stata confermata dal capo della task force Michel Egger.

L’ipotesi suscita tuttavia perplessità. Si tratta solo di una delle diverse varianti che verranno esaminate dal gruppo di esperti, ha precisato Egger, il quale è comunque piuttosto scettico. A suo avviso, i controlli doganali devono essere effettuati al confine. In caso contrario occorrerebbe realizzare un corridoio cintato, dal punto dello sdoganamento fino al confine, ossia ben 80 chilometri.

Se non fosse presa tale misura cautelativa, durante il percorso prima del valico di Brogeda potrebbe infatti essere caricata qualsiasi merce.

La proposta è stata formulata dal «Parco Industriale e Immobiliare», ossia la società della Von Roll che gestisce l’ex sito industriale, che il 6 aprile ha inviato una e-mail alle autorità ticinesi, ha precisato Ilaria Bignasci, collaboratrice personale del consigliere di Stato Marco Borradori. Anche per il Dipartimento del territorio si tratta di una delle diverse opzioni, ma in ogni caso non è prioritaria.

Questa variante non è di facile realizzazione: oltre ai costi per l’infrastruttura e per il raccordo autostradale, presenta problemi di ordine tecnico e politico. In particolare il sito deve essere bonificato poiché in parte inquinato, ha ricordato Ilaria Bignasci.

Come per qualsiasi ipotesi, devono essere valutati in modo approfondito tutti i risvolti e le possibili ripercussioni. E tutto va concertato e coordinato a livello federale e intercantonale, ha sottolineato.

swissinfo e agenzie

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