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Proposte per limitare la crescita dei costi sanità

Nel caso il Parlamento seguisse le proposte della commissione, le casse malati non sarebbero più obbligate a siglare contratti con tutti i medici Keystone Archive

In futuro i premi delle casse malattia potrebbero avere per limite massimo l'8 per cento del reddito degli assicurati. La Commissione del Consiglio degli Stati ha presentato delle proposte per frenare l'esplosione dei costi sanità, da inserire nella revisione parziale della Legge federale sull'assicurazione malattia (LAMal). Le assicurazioni dovrebbero poter scegliere liberamente i medici con i quali intendono collaborare, contrariamente a quanto avviene oggi.

Per ridurre i costi della sanità non «ci sono ricette magiche», ha detto mercoledì alla stampa la presidente della commissione Christine Beerli (PLR/BE) commentando le modifiche proposte della commissione della sicurezza sociale e della sanità pubblica del Consiglio degli Stati.

La commissione ha deciso di porre un freno al costante aumento dei premi che erodono una fetta sempre maggiore del bilancio famigliare. Essa chiede al plenum di fissare un limite massimo pari all’8 per cento del reddito imponibile degli assicurati sulla base dell’imposta federale diretta, ha spiegato Jean Studer (PS/NE).

Le cifre che oltrepasseranno tale limite saranno sovvenzionate con i sussidi federali destinati a ridurre i premi. Se non dovessero essere sufficienti, toccherà ai cantoni mettere mano al portafogli. La commissione propone di aumentare di 300 milioni di franchi gli aiuti federali destinati ai cantoni a tale scopo (oltre 2 miliardi).

Iniziativa PS

Il contributo federale supplementare permetterà di aiutare i cantoni, soprattutto quelli romandi, a far fronte ai premi nettamente più elevati che nel resto della Svizzera, ha precisato la signora Beerli. Il Consiglio federale nel 1991 aveva già proposto un plafond di premi, ma il parlamento aveva posto il veto.

La nuova proposta potrebbe servire da controprogetto indiretto all’iniziativa socialista «Per una sanità a prezzi accessibili», che chiede di fissare i premi in base al reddito. La commissione ha prolungato di un anno il termine per discutere la proposta.

Obbligo di contratto con i medici

Con un solo voto contrario, i commissari hanno pure deciso di stralciare dalla LAMal l’obbligo di stipulare contratti in ambito ambulatoriale. La misura dovrebbe permettere di frenare il numero dei medici desiderosi di mettersi in proprio e contribuire al contenimento dei costi, ha sottolineato Christine Beerli. Attualmente, gli assicuratori malattia sono tenuti a rimborsare le prestazioni di tutti i fornitori di prestazioni sanitarie autorizzati a praticare.

Nonostante le pressioni esercitate dal parlamento, il Consiglio federale aveva rinunciato a questa misura considerata «di difficile attuazione». La commissione ha però cercato di sfumare un poco la sua posizione iniziale, proponendo che ai cantoni venga lasciata libertà di decidere il numero minimo di medici e fornitori di prestazioni sanitarie con i quali le casse malattia devono sottoscrivere un contratto. Il meccanismo dovrebbe permettere di garantire la libertà di scelta dei pazienti.

I commissari hanno inoltre proposto alcune soluzioni per i casi «difficili». Ad esempio per i pazienti cronici in cura da più anni, il cui medico non sarebbe più riconosciuto dalla vecchia cassa malattia. Discussioni più dettagliate su questo aspetto si terranno il 13 agosto.

Finanziamento degli ospedali

Per quanto riguarda il finanziamento degli ospedali i senatori si sono attenuti alle grandi linee proposte dal governo. Le prestazioni derivanti da un soggiorno in un nosocomio dovrebbero essere remunerate in parti uguali da casse malattia e cantoni.

Tuttavia questa soluzione dovrà essere limitata nel tempo. Entro cinque anni viene chiesto il passaggio a un sistema «monistico», nel quale il finanziamento delle cure ospedaliere verrebbe preso a carico dalle sole assicurazioni malattia. I cantoni dovrebbero invece finanziare il sistema in altro modo. Ma su questo punto rimangono ancora aperte molte questioni, ha spiegato la senatrice Beerli.

Secondo i commissari, il sistema monistico avrebbe il vantaggio di sopprimere la concorrenza malsana tra il trattamento ambulatoriale (finanziato con i premi) e quello stazionario (finanziato dai premi e dai contributi cantonali). Anche il trattamento semiospedaliero dovrà sparire dalla lista dei termini, ritiene Christine Beerli. Inoltre in futuro dovrebbero essere considerate ambulatoriali solo le cure che non superano le 24 ore o che richiedono il pernottamento in ospedale.

swissinfo e agenzie

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