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Protesta sindacale contro il “mandato contraddittorio” della Posta

I sindacalisti hanno accompagnato la loro protesta con un lancio di palloncini, ai quali erano attaccati gli indirizzi degli uffici postali destinati alla chiusura Keystone

Il mandato di prestazioni affidato alla Posta dev'essere ridefinito e la Confederazione deve contribuire alla copertura dei costi del servizio di base: sono le rivendicazioni formulate martedì al parlamento dal sindacato cristiano-sociale transfair, nel corso di una manifestazione davanti al Palazzo dei Congressi di Lugano.

Alla dimostrazione hanno preso parte oltre un centinaio di sindacalisti provenienti da tutta la Svizzera. In precedenza, il consigliere nazionale Hugo Fasel (Verdi/FR), presidente della Federazione svizzera dei sindacati cristiano sociali, aveva depositato in Parlamento una mozione, che chiede la revisione del mandato attuale della Posta e la messa a disposizione di mezzi pubblici per finanziare il costo della rete di uffici postali nelle zone rurali e periferiche. Il testo – sottoscritto da una trentina di deputati – propone anche l’introduzione di un sistema di concessione che permetta la partecipazione al finanziamento del servizio anche da parte dei fornitori privati.

«Il servizio pubblico è la colonna vertebrale del nostro Paese», «è la spina dorsale della coesione nazionale», ha sottolineato la presidente di transfair Regula Hartmann-Bertschi nel corso della manifestazione, denunciando il progetto di smantellamento della rete di uffici postali, a scapito soprattutto delle regioni periferiche.

I piani di ristrutturazione del «Gigante giallo» contemplano la chiusura di 900 uffici postali per risparmiare cento milioni di franchi all’anno: in altre parole – hanno rilevato i sindacalisti – si sopprimerà un terzo degli uffici postali per economizzare solo un quinto dei costi, lasciando così ancora uno scoperto di 400 milioni di franchi.

«L’attuale mandato di prestazione, che stipula simultaneamente un autofinanziamento e un approvvigionamento di base su tutto il territorio, è sbagliato e dev’essere modificato dai poteri politici», ha osservato Peter Heiri, responsabile del settore Posta/logistica di transfair.

Un mandato «palesemente contraddittorio» e irrealizzabile, hanno puntualizzato i sindacalisti. Secondo transfair, la copertura del territorio in prestazioni postali di base è un compito di interesse nazionale. È dunque logico che i costi derivanti da tale obbligo siano coperti dal mandante, vale a dire dalla Confederazione. Il sindacato del terziario dubita seriamente che la trasformazione di Postfinance in una banca sotto forma di società anonima consenta di contribuire al finanziamento del servizio di distribuzione di base della Posta.

swissinfo e agenzie

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