Quando la tecnologia aiuta la riabilitazione
Tony Brooks agita le mani davanti ad alcuni sensori e un delfino si muove su uno schermo gigante. La sua tecnologia, in mostra in una delle più importanti fiere tecnologiche conclusasi venerdì sera a Basilea, è concepita per aiutare pazienti disabili in fase di riabilitazione.
Si è conclusa venerdì sera a Basilea Orbit 2001, la più grande fiera dell’informatica della Svizzera. E’ stato durante questo importante raduno che Tony Brooks ha presentato le sue innovazioni tecnologiche per aiutare i disabili che hanno bisogno di riabilitazione.
Esponendo i risultati raggiunti dal suo lungo lavoro di ricerca, Brooks ha spiegato che “i dati ottenuti dai movimenti del corpo possono essere trascritti su una mappa computerizzata”. Brooks lavora per la compagnia danese Personics. Con l’aiuto del suo software, i terapeuti possono fornire ai pazienti risposte e proposte individuali, caso per caso.
“Anche nel caso di una persona che ha subito danni cerebrali, o un ‘colpo’ o qualcuno che presenta molteplici e gravi disfunzioni e può a malapena muoversi, noi possiamo prendere qualsiasi suo gesto – un piccolo movimento della mano, della bocca, anche un battito di ciglia – e siamo in grado di codificarlo come vogliamo dentro ad un computer.
Così un sensore sposta il delfino a destra; un altro lo porta su e giù; un terzo controlla le luci. Brooks cambia schermata per mostrare un esercizio di equilibrio: spostare da destra a sinistra un bicchiere su un vassoio. Lo scopo è di evitare di far cadere il bicchiere dall’orlo. Ripetendo l’esercizio sull’arco di diverse settimane, si possono monitorare i progressi del paziente.
Diversi scenari permettono svariati esercizi: dalla pittura virtuale al lancio di una palla. Brooks ha lavorato per 12 anni a questo programma informatico. Nel suo team lavorano un neuropsicologo e un fisioterapeuta, che hanno potuto fornire le migliori idee per creare ambientazioni virtuali adatte ai pazienti che hanno bisogno di riabilitazione.
Con questi mezzi, i disabili hanno l’opportunità di esprimersi tramite comunicazione non verbale e ciò, prosegue Brooks, permette loro di motivarsi maggiormente durante gli esercizi di riabilitazione. La conseguenza logica è un progresso più veloce.
La sua speranza è che questo tipo di tecnologia sia disponibile già l’estate prossima; inizialmente andrà in dotazione alle cliniche ma non si eclude l’eventualità di portarla anche nelle case private in modo che i pazienti possano spedire i proprio dati via e-mail ai terapeuti.
Il software che permette una riabilitazione “velocizzata” dalla tecnologia è stato presentato all’Orbit Comdex Europe di Basilea, dove sono stati mostrati i prodotti innovativi di circa 1300 aziende, inclusi i maggiori nomi nel campo informatico e delle telecomunicazioni.
Circa 65mila persone hanno visitato Orbit 2001. Le presenze sono in calo: la diminuzione è stata del 17% rispetto al 2000. La diminuzione è dovuta alle incertezze che regnano attualmente nel settore dell’economia e in particolare in quello informatico, hanno indicato venerdì gli organizzatori in una nota.
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