Quattro consiglieri federali in campagna per i bilaterali
Ben quattro consiglieri federali hanno dato avvio venerdì alla campagna in vista della votazione sugli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’Unione europea, in programma il prossimo 21 maggio. Articolo di Lucia Mottini; audio di Fabrizio Triulzi.
“Ci sono nella vita di uno Stato, momenti decisivi per il futuro. Gli accordi bilaterali sono uno di questi” : il ministro degli esteri svizzero Joseph Deiss ha sottolineato così, nell’incontro a Berna con la stampa nazionale e estera, l’importanza degli accordi bilaterali con l’Unione europea. Accanto a lui, hanno sostenuto il dossier sottoposto a votazione popolare il prossimo 21 maggio, altri tre consiglieri federali ; la ministra dell’interno Ruth Dreifuss, il ministro dell’economia Pascal Couchepin, e quello dei trasporti Moritz Leuenberger. Per la prima volta in occasione del lancio di una campagna, la maggioranza del governo era quindi presente in sala.
Più volte è stato ribadito che questi accordi non sono in nessun caso da interpretare come un primo passo verso l’adesione all’Unione europea.
Pascal Couchepin ha ricordato l’importanza delle relazioni economiche con l’Unione europea, principale partner commerciale della Svizzera. Gli accordi – se accettati – avranno un effetto positivo sull’economia svizzera, con una crescita del 2 percento del prodotto interno lordo, pari a 8 miliardi di franchi. I costi sarebbero invece di 400 milioni di franchi l’anno per la Confederazione e di altri 400 per le assicurazioni sociali.
Couchepin ha inoltre voluto tranquillizzare la popolazione riguardo alle principali paure evocate dagli oppositori. La libera circolazione delle persone – che non ha provocato grandi scompensi all’interno dell’Unione europea – verrà introdotta in Svizzera in modo graduale : sarà inoltre possibile fare marcia indietro dopo sette anni, quando il parlamento dovrà discutere del prolungamento dell’accordo tramite decreto. Non vi sarà inoltre un turismo della disoccupazione, perché i cittadini europei potranno ottenere le indennità solo nella misura in cui avranno prima pagato le quote.
Nel settore dei trasporti, il ministro Moritz Leuenberger ha fatto notare che, senza questo accordo, gli esperti prevedono nei prossimi dieci anni un aumento del 50 percento del numero dei camion che passano attraverso le Alpi svizzere. Anche se nel corso della trattativa la Svizzera ha dovuto scendere a compromessi, cedendo sul limite delle 28 tonnellate, l’Unione europea ha dal canto suo accolto l’ottica svizzera del trasferimento del traffico-merci dalla strada alla rotaia ; ha inoltre accettato l’introduzione di una tassa commisurata ai chilometri percorsi e all’inquinamento prodotto, che corrisponde a un aumento di otto volte rispetto alle tariffe attuali.
Ruth Dreifuss ha dal canto suo evidenziato i vantaggi acquisiti dalla Svizzera con l’accordo sulla ricerca : i ricercatori elvetici potranno partecipare a pieno diritto ai programmi europei. Oggi ad esempio non possono dirigere nessun progetto, anche se la Svizzera contribuisce finanziariamente al programma di ricerca europeo. Per quanto riguarda le assicurazioni sociali, la ministra dell’interno ha affermato che gli accordi prevedono essenzialmente un miglior coordinamento sul piano europeo in modo da garantire ai cittadini che si spostano – anche a quelli svizzeri, quindi – una migliore copertura.
Infine, per il capo della diplomazia Joseph Deiss, gli accordi rappresentano in politica estera il segnale che la Svizzera vuole continuare a essere un partner politico affidabile dell’Europa. In nessun caso però, sono da interpretare come un primo passo verso l’adesione all’Unione europea.
Lucia Mottini
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