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Rinuncia alla banca postale: reazioni

I partiti borghesi - PLR, PPD ed UDC - hanno ben accolto la decisione del governo di rinunciare al progetto di banca postale. Soddisfatta anche l'Associazione svizzera dei banchieri mentre La Posta non è sorpresa. Deluso, ma solo in parte, il Partito socialista. Più forte il risentimento dei sindacati.

Nulla di sorprendente per La Posta

La Posta non è sorpresa: la decisione era scontata dopo i pareri negativi emersi durante la procedura di consultazione e le numerose opposizioni suscitate dal progetto. «Non si può dire che sia stata scelta la soluzione che auspicavamo, ma la possibilità offertaci di collaborare con le banche è una decisione soddisfacente. Investiremo tutte le nostre energie su questo punto», sottolinea Antoine Saucy, portavoce della Posta.

Risentimento sindacale

I sindacati del ramo sono amareggiati. Il Sindacato della comunicazione sottolinea che «la banca postale avrebbe permesso alla Posta una strategia aziendale offensiva». Samuel König, portavoce del sindacato, deplora inoltre che la questione della banca postale non potrà più essere dibattuta in Parlamento, il governo avendo abbandonato definitivamente il progetto.

Per il sindacato cristiano sociale Transfair, la bocciatura della banca postale porterà ad una lenta agonia dei servizi finanziari della Posta.

Soddisfatti anche i partiti, ma non il PS

«I rischi ed i costi della banca postale erano eccessivi e la decisione del Consiglio federale ci appare saggia», osserva Barbara Perriard, portavoce del PLR, la quale ritiene peraltro che l’intreccio fra monopolio postale e transazioni finanziarie avrebbe favorito La Posta rispetto alle banche. IL PLR ha sempre sottolineato questo inconveniente.

«Il Partito popolare democratico (PPD) ha già chiaramente precisato durante la procedura di consultazione che il progetto di banca postale è superfluo e la nostra posizione non è cambiata; ci rallegriamo della decisione del Consiglio federale», afferma Béatrice Wertli, portavoce del PPD.

Compiaciuto anche Yves Bichsel, portavoce dell’Unione democratica di centro (UDC): «la Svizzera dispone già di buoni servizi finanziari privati. L’arrivo sul mercato di un operatore pubblico non è quindi necessario».

Il Partito socialista, che difendeva il progetto, pur non nascondendo una certa delusione, sottolinea che il governo ha visibilmente capito che La Posta deve ricevere il capitale necessario allo sviluppo dei suoi servizi finanziari. «Ed è proprio quello che conta di più», commenta Jean-Philippe Jeannerat, portavoce del PS.

Banchieri ovviamente contenti

Come i partiti borghesi, anche l’Associazione svizzera dei banchieri è visibilmente soddisfatta dell’abbandono del progetto di banca postale, pur evitando ogni trionfalismo. «La Posta troverà sempre il modo di attirare il risparmio e già dispone di diversi strumenti per farlo, come i fondi Yellow o l’assicurazione; in quest’ottica la decisione del governo ci sembra positiva», precisa Germain Hennet, membro del comitato esecutivo dell’ASB.

swissinfo e agenzie

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