Risanamento SAirGroup: positive ma prudenti le reazioni della stampa svizzera
Le cifre di bilancio e le misure di risanamento, annunciate lunedì dal nuovo presidente del consiglio di amministrazione, sono state ampiamente commentate sui giornali, che riconoscono a Mario Corti le qualità per far uscire SAirGroup dalla crisi, anche se parecchi interrogativi sono rimasti senza chiare risposte.
L’abilità del pilota potrebbe non bastare a salvare Swissair. Questa frase riassume, seppure in maniera grossolana, quanto scrive la stampa sulla giornata della trasparenza, come la definisce Der Bund. A un’attenta lettura dei commenti, si identificano due filoni: uno segue le tracce di Mario Corti, l’altro il futuro del gruppo.
Sul primo si soffermano in particolare il Blick, la Berner Zeitung e il Tages Anzeiger, per il quale, alla sua prima uscita, Corti ha dato un forte segnale: La Swissair ha di nuovo un capo. Incoraggiante non è quello che ha detto, ma l’impressione che da destato.
Il quotidiano bernese si lascia addirittura andare ai rimpianti: Se soltanto fosse arrivato due anni prima nel consiglio di amministrazione, e se fosse stato eletto lui alla presidenza dello stesso consiglio, forse si sarebbe potuto evitare il disastro finanziario. La Berner Zeitung si sofferma pure sul nuovo nome del gruppo, un dettaglio a fronte dei problemi emersi, ma un dettaglio importante perché il marchio Swissair vale ancora oro.
Soltanto il Blick si esprime controcorrente: Signor Corti lei ci deve ancora cinque risposte. Il popolare foglio zurighese poneva ieri 15 quesiti al numero uno di Swissair. A dire il vero, sono moltissimi i problemi da risolvere, ma la stampa confederata concede tempo e credito a Mario Corti.
Anche la Neue Zürcher Zeitung e la Basler Zeitung gli fanno tanto di cappello, ma proprio il foglio basilese avvia un discorso che trova ampio riscorso sui giornali romandi. In poche parole, il futuro del gruppo svizzero dipende da Sabena. Se dovesse essere costretto ad assumersi attivi e passivi del bilancio della compagnia belga, sarebbe il fallimento.
24 Heures rilancia l’interrogativo: quale sarà la prima compagnia di bandiera europea a chiudere? La Svizzera non vuole certo aprire le danze, ma il pilota non può sbagliare, perché ormai è senza paracadute.
Quanto agli errori commessi, L’AGEFI osserva come le perdite siano imputabili, oltre che alle partecipazioni sbagliate, a una fuga in avanti andata ben oltre le capacità di gestione e le risorse finanziarie disponibili.
Segue poi l’analisi tecnica delle cifre di bilancio, che porta a due conclusioni. La prima: il settore è per definizione incapace di produrre utili (perciò sono importanti anche altre attività) , la seconda: in un paesaggio europeo che dovrà forzatamente tagliare le presenze in esubero, Swissair deve giocare la carta del marchio e puntare sulla qualità dei servizi e delle prestazioni.
Il Corriere del Ticino pone invece l’accento sulla necessità per Swissair di giocare, anche in futuro, la carta delle alleanze, se non vuole perdere importanza sul pieno internazionale, con gravi conseguenze economiche anche per l’aeroporto di Zurigo. E un’alleanza con la tedesca Lufthansa, sostiene il Corriere, sarebbe una soluzione ideale, anche per risolvere il conflitto di frontiera tra l’aeroporto di Kloten e la Germania.
Una questione, quella delle alleanze, sollevata anche sulle colonne della stampa estera, che in genere ha accolto positivamente l’apparizione di Mario Corti. Il giornale tedesco Frankfurter Allgemeine si chiede se SAirGroup vorrà continuare sulle orme dell'”Alleingang” alla svizzera, oppure se si deciderà a entrare in un grossa alleanza. Mentre secondo l’inglese Financial Times, per far uscire il gruppo dall’attuale crisi, il nuovo uomo forte dovrà per forza cercare nuove alleanze o addirittura una fusione con altre compagnie aeree.
Anche la stampa belga e francese si soffermano sul risanamento del gruppo elvetico. L’Echo, di Bruxelles, pur intravedendo scenari catastrofici, riconosce che il margine di tempo attribuito a Sabena è una “buona cosa”. Se la compagnia belga fosse considerata soltanto come un peso morto, Mario Corti – scrive il giornale – l’avrebbe certamente già sacrificata.
Le Monde, l’autorevole quotidiano francese, si preoccupa invece per il futuro delle compagnie francesi del gruppo: AOM, Air Liberté e soprattutto Air Littoral, alla quale Corti ha dato due mesi per trovare un nuovo acquirente.
Swissinfo
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