Ritardo nella ripresa economica confermato dal G-10
La ripresa economica non è dietro l'angolo e i mercati finanziari restano in attesa di un cambio di passo della congiuntura. Da Basilea, dove sono riuniti per il consueto appuntamento periodico nella sede della Bri (Banca dei regolamenti internazionali), i governatori del G-10 confermano lo stato di stallo dell'economia internazionale.
«L’inizio dell’estate 2001 – scrivono nella rassegna trimestrale che sintetizza l’evoluzione del mercato finanziario internazionale- ha visto svanire le speranze di una rapida ripresa economica globale». Se a primavera sui mercati finanziari «si era fatto strada un cauto ottimismo», nella convinzione che l’allentamento monetario attuato dalle principali banche centrali dei Paesi sviluppati avrebbe presto invertito il corso dell’economia mondiale, «in giugno e agli inizi di luglio i deludenti dati macroeconomici di Giappone, Europa e Stati Uniti, unitamente ad annunci di utili in regresso da parte di imprese europee e nordamericane, segnalavano che il rallentamento non soltanto proseguiva, ma si stava anche diffondendo. Gli indici azionari sono calati fortemente, annullando i precedenti guadagni e ampliando la correzione iniziata un anno prima».
Nonostante le condizioni depresse dei mercati azionari, i governatori del G-10 non hanno ravvisato segnali di rarefazione del credito sui mercati internazionali del reddito fisso: «Le curve dei rendimenti – sottolinea la rassegna trimestrale della Bri – hanno mantenuto la loro forte inclinazione positiva, segnalando una certa fiducia in una ripresa economica a breve termine».
Malgrado le crescenti perdite per insolvenze, gli spreads creditizi si sono ulteriormente ristretti, in quanto gli investitori hanno cercato di integrare i propri portafogli con obbligazioni private. Nel mercato internazionale le società hanno continuato ad approfittare delle condizioni favorevoli emettendo prestiti a lungo termine, anche se a un ritmo meno intenso che in precedenza. Al tempo stesso, grazie alla pronta offerta di crediti bancari, si è registrato un forte aumento degli annunci di nuovi prestiti consorziali internazionali, che hanno annullato il calo degli ultimi due trimestri. Molti mutuatari, però, specifica la Bri, hanno utilizzato i fondi raccolti per estinguere debiti in essere piuttosto che per investire in nuovi impianti e acquisizioni societarie.
Per quanto riguarda gli strumenti derivati negoziati in Borsa, nel secondo trimestre 2001 il volume aggregato ha raggiunto un nuovo livello record: il valore in dollari dei contratti rilevati dalla Bri è salito a 140 trilioni di dollari, con un aumento del 3 percento.
Anche il mercato bancario internazionale (il riferimento però qui è al primo trimestre 2001) è stato contraddistinto da una attività record. Secondo le statistiche bancarie, i crediti sull’estero delle istituzioni situate nell’area dichiarante sono aumentati di 704 miliardi di dollari, superando sensibilmente il precedente picco del primo trimestre 2000. Vi ha contribuito in parte il riciclaggio di fondi interbancari, che ha favorito la ripresa dei nuovi crediti transfrontalieri al settore non bancario, saliti alla cifra senza precedenti di 183 miliardi di dollari.
swissinfo e agenzie
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