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“Robin Food” sotto processo per ricatto alla Nestlé

La sede del colosso alimentare Nestlé a Vevey Keystone

Si tiene a Francoforte il processo a due coniugi di Monaco di Baviera che avevano tentato di estorcere alla Nestlé 8,4 milioni di marchi. Per simili ricatti solo nel 1998 le filiali tedesche della multinazionale svizzera hanno perso milioni di marchi.

Secondo l’atto di accusa il 49enne assicuratore Michael Spaeth e la 40enne moglie Christine avevano inviato in tutto 45 lettere ricattatorie alla multinazionale svizzera, minacciando di avvelenare i suoi prodotti nei supermercati. Nelle lettere i due si presentavano come membri di una organizzazione denominata “Robin Food”, in realtà inesistente.

Per dar peso alle sue minacce la coppia aveva immesso negli scaffali di molti grandi magazzini prodotti della Nestlé avvelenati con piccole dosi di insetticidi.

In base ai controlli medici effettuati, tali prodotti non presentavano un serio rischio per la salute dei consumatori, vista l’esiguità della dose di veleno. I prodotti in questione erano inoltre contrassegnati da una etichetta adesiva in cui si mettevano in guardia dal possibile avvelenamento i possibili acquirenti, invitandoli a rivolgersi al gestore del negozio.

La Nestlé e le sue filiali sono già state oggetto di parecchi tentativi di estorsione in Germania. Sempre a Francoforte, lo scorso settembre un tedesco di origine romena era stato condannato a 11 anni di reclusione per una serie di avvelenamenti a scopo di ricatto ai danni della multinazionale e della sua filiale Thomy.

Nel gennaio 1999, il capo della Nestlé Germania Hans Gueldenberg aveva dichiarato che i ricatti legati all’avvelenamento di prodotti avevano fatto perdere diverse decine di milioni di marchi nel solo 1998 alle filiali tedesche della multinazionale elvetica.


swissinfo e agenzie

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