SAirGroup: 140 milioni di marchi per risanare la tedesca LTU
Il gruppo elvetico dovrà spendere 140 milioni di marchi (115 milioni di franchi) per ristrutturare e far uscire dalle cifre rosse l'operatore turistico tedesco di cui controlla il 49,9 percento.
Il risanamento della società aerea e di viaggi di Düsseldorf LTU (LuftTransport-Unternehmen) è necessario a causa delle perdite dell’ordine di 200 milioni di marchi. Nell’operazione potrebbero essere licenziati dalle 70 alle 100 persone delle 5200 che attualmente lavorano per LTU.
Secondo stime più pessimistiche il gruppo tedesco potrebbe invece perdere fino ad un quinto delle sue maestranze. Settecento posti di lavoro potrebbero essere eliminati sfruttando le normali partenze volontarie e i pensionamenti anticipati. Altri 800 dipendenti passerebbero da LTU ad altri settori controllati da SairGroup, essenzialmente nel catering (fornitura di cibi e bevande a bordo). Anche la flotta dell’azienda di Düsseldorf dovrebbe subire una cura dimagrante passando da 34 a 25 aerei.
Jean-Claude Donzel non ha voluto commentare i numeri sottolineando che la ristrutturazione di LTU è ancora nella fase iniziale e bisogna prima trovare un accordo con i sindacati. Questi hanno avuto i primi colloqui con la direzione giovedì scorso a Düsseldorf e dovrebbero analizzare il dossier sui porgrammi di risanamento della direzione.
I costi di ristrutturazione dell’impresa spettano a SAirGroup in base a un accordo concluso due anni fa al momento dell’entrata del gruppo svizzero nel capitale di quello tedesco. Una partecipazione che sarebbe costata 250 milioni di franchi.
Secondo Philippe Bruggisser, presidente della direzione del gruppo, per il riassestamento di LTU occorrerebbe la collaborazione di un’altra grande impresa di viaggi. Sarebbero interessate le britanniche Airtours, Thompson und First Choice, ma anche la svizzera Kuoni.
Il direttore della Kuoni, Hans Lerch, non ha escluso una joint venture sottolineando però che sarebbe un’impresa «politicamente spinosa»: Kuoni è già legata nella Svizzera orientale con TUI-Imholz e in Austria con Neckermann. Lerch ha poi smentito qualsiasi intenzione di entrare nella partecipazione di LTU.
Bruggisser ha detto che i problemi di LTU erano noti «ma non in tutta la loro ampiezza» al momento dell’acquisto della partecipazione di SAirGroup: le cifre erano peggiori di quanto aveva immaginato il gruppo elvetico. Ma soprattutto ci sono state evoluzioni congiunturali contrarie alle attese: solo il corso del dollaro e l’aumento del prezzo del petrolio sono costati 100 milioni di marchi.
swissinfo e agenzie
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