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SAirGroup al setaccio dei revisori in attesa di una futura forte alleanza

Si è tenuta mercoledì l'assemblea-maratona degli azionisti di SAirGroup swissinfo.ch

Otto ore, tante sono state necessarie per portare a termine l'assemblea generale degli azionisti più difficile nella storia di SAirGroup. Due i risultati sostanziali di questa maratona assembleare: la decisione di effettuare una revisione speciale ed il nuovo piano strategico per il rilancio del gruppo, che tornerà a chiamarsi Swissair, annunciato dal presidente del consiglio d'amministrazione Mario Corti.

Nell’hangar numero 3 dell’aeroporto di Zurigo Kloten erano attendesi almeno 10 mila azionisti sugli oltre 19 mila che si erano iscritti in quella che, alla vigilia, veniva indicata come la più infuocata assemblea generale nei 75 anni di storia aziendale della compagnia aerea di bandiera svizzera. Se ne sono però presentati poco più della metà: 5.298 per la precisione.

Fin dall’inizio dei lavori assembleari, il nuovo uomo forte di SairGroup ha mostrato di sapere accattivarsi le simpatie dell’intera sala: il primo scrosciante applauso gli è infatti stato tributato quando, ritrasmesso dallo schermo gigante alle sue spalle, si è pettinato i radi capelli.

Tutta colpa del No allo SEE

La sua introduzione, con il riconoscimento del disastroso risultato dell’esercizio 2000, definito il peggiore nella storia di SairGroup”, gli è servita per ammorbidire i presenti. Corti ha poi indicato nel No allo Spazio economico europeo del dicembre 1992 le motivazioni dell’avvio della fallimentare strategia di alleanze denominata Hunter e voluta dal precedente presidente Philippe Brugisser. Strategia, quella del “cacciatore” che ha portato al collasso il gruppo, facendo perdere nel solo esercizio 2000 la stratosferica cifra di 2 miliardi e 900 milioni di franchi.

L’indennità di Honegger

Prima di arrivare alla trattanda iniziale all’ordine del giorno, l’approvazione dei conti, gli oltre 5.200 azionisti ed il centinaio di giornalisti presenti hanno dovuto sorbirsi per quasi due ore la lettura delle risposte scritte alle 130 domande poste negli scorsi mesi da otto azionisti, domande già in possesso di tutti gli azionisti essendo state pubblicate sul patinato documento di una novantina di pagine dal titolo “Informazioni desiderate dagli azionisti”.

Solo una mozione d’ordine di un’azionista, che ha chiesto l’interruzione dell’inutile esercizio (alla quale però il presidente Corti non ha dato seguito, sostenendo che era contraria al diritto delle obbligazioni) e la decisione di alcuni dei postulanti di ritenere superflua la lettura delle risposte scritte, accolta con uno scrosciante applauso, hanno consentito di entrare nel vivo delle attese generali.

Le domande dei presenti si sono quindi indirizzate sugli stipendi, le buone uscite ed i bonus dei dirigenti dimissionari. Si è così saputo che l’ex presidente del consiglio di amministrazione Eric Honegger, ritiratosi un anno prima della scadenza del mandato, riceverà ugualmente il salario e le indennità previste di 480 mila franchi, anche se non lavorerà i prossimi 12 mesi. Anche Brugisser (che per Swissair ha lavorato 23 anni, ritirandosi lo scorso gennaio a 52 anni), e gli ex dirigenti Katz e Reutlinger hanno ricevuto indennità di uscita, che non sono però state rivelate per non violare l’obbligo di confidenzialità. L’unico a non aver ricevuto buone uscite è stato il fondatore di Crossair Moritz Suter.

L’approvazione dei conti

Dopo quattro ore di lavori assembleari e con una parte degli azionisti che se ne erano ormai già andati per i fatti loro, sono stati approvati i conti. Un boccone amaro che l’assemblea generale ha dovuto digerire, pur sottolinenando l’arroganza di certe risposte, come quando alla richiesta di sapere quali altre perdite sono previste entro la fine dell’anno, il management presente alla tribuna ha risposto picche: “sono dati confidenziali”. Fischi anche quando, dopo che un’azionista ha proposto che si dovrebbero chiedere i danni ai membri del consiglio d’amministrazione, la risposta si è limitata ad un laconico “ne prendiamo atto”. In sintonia con la platea degli azionisti, invece, il presidente Corti, applaudito quasi fosse una star dello spettacolo e non un presidente di un consiglio di amministrazione, quando ha riconosciuto che gli strumenti di controllo del gruppo devono essere migliorati ed accelerati.

La parola passa ai revisori

L’accettazione dei conti non ha però significato l’automatico scarico agli amministratori. Anzi, tutto il contrario. L’assemblea generale ha infatti deciso di procedere all’azione di responsabilità, attraverso una revisione speciale che consenta di delucidare i dubbi sulla violazione della legge e della convenzione di diligenza da parte del precedente consiglio di amministrazione di SairGroup, Mario Corti eccettuato, visto che per l’attuale presidente (e solo per lui) gli azionisti hanno votato lo scarico delle responsabilità.

A pronunciarsi per l’istituzione di una commissione di revisione speciale, conformemente all’articolo 697 comma a del Codice delle obbligazioni, sono stati due azionisti di peso quali il direttore dell’Amministrazione federale delle finanze Peter Siegenthaler, che rappresentava il pacchetto del 3,1 percento di azioni possedute dalla Confederazione ed il consigliere di Stato zurighese e direttore delle finanze cantonali Christian Huber, in rappresentanza del pacchetto del 3 percento di azioni controllate dal Canton Zurigo. Le loro richieste di revisione speciale, sostenuta dai piccoli azionisti e da un gruppo di azionisti organizzato da un avvocato di Winterthur, riguardano in particolare le finanze, l’informazione agli azionisti e le partecipazioni nelle compagnie aeree estere. Spetterà ai revisori accertare se il precedente consiglio di amministrazione, eccettuato Corti, abbia operato con negligenza, dilapidando quasi tre miliardi di franchi ed affossando il valore delle azioni.

Per SAirGruop la commissione di revisione speciale potrà essere positiva, anche se implicherà notevoli costi ed almeno un anno di lavoro. Può infatti ridurre i rischi delle inchieste penali avviate in Belgio, Francia e Svizzera, ristabilire la fiducia degli investitori e riportare ai vertici un management preparato ed all’altezza delle nuove difficili sfide che attendono il gruppo a breve e medio termine.

Assemblea straordinaria in autunno

La terza trattanda all’ordine del giorno, lo scarico agli amministratori, è stata quindi rinviata, in attesa dei risultati della commissione di revisione speciale. L’unico ad aver ottenuto lo scarico delle responsabilità e stato, come scritto sopra, il presidente Corti, il quale ha preannunciato la convocazione di un’assemblea generale straordinaria per il prossimo autunno.

Come una lettera alla posta è poi stata accettata la quarta trattanda, che prevedeva la copertura della perdita di bilancio attraverso lo scioglimento delle riserve. Infine, l’assemblea ha accettato la proposta del presidente di rieleggere nel consiglio di amministrazione fino al prossimo autunno, o al più tardi fino alla prossima assemblea ordinaria, Benedict Hentsch, Lukas Mühlemann e Andres Leuenberger, ai quali scadevano i mandati, nonostante il parere contrario del rappresentante del Canton Ginevra che possiede poco meno dell’1 percento del capitale.

La strategia del rilancio di Corti

Grande attesa, infine, per la strategia che il presidente Mario Corti ha deciso di adottare. Una strategia binaria, basata su tre elementi. Il primo è quello basilare delle operazioni aeree e delle attività derivate come catering, commercio aeroportuale, servizi tecnici. airport retail. Il secondo elemento della strategia di Corti dovrà consentire di misurare le performances del gruppo, per metterlo in rapporto con il capitale, mentre il terzo elemento dovrà consentire di trovare un miglior equilibrio tra capitale investito e valore aggiunto.

Questo perché, secondo il presidente di SairGroup, attualmente le compagnie aeree stanno distruggendo il valore aggiunto invece di produrlo: “Per questo sono fondamentali le alleanze -ha precisato Corti- perché le sinergie si rafforzano ed i vantaggi si fanno sentire”. Prima però di concludere alleanze strategiche, Mario Corti ritiene indispensabile per Swissair ritornare ad essere attraente, così da poter scegliere il partner migliore anche perché, nella strategia del presidente, la Svizzera è troppo minuscola: “Il piccolo mercato nazionale è un aspetto negativo per la crescita”.

E per crescere e raggiungere l’obiettivo economico di creare plusvalore e quindi guadagni per gli azionisti, Mario Corti punta sui clienti “che dovranno essere al primo posto” e confida sui collaboratori ed i dipendenti “la miglir carta da visita di SAir”.

Due mesi di ossigeno per le compagnie francesi

Nella strategia di SAirGroup c’è poi il disimpegno dalle compagnie aeree francesi, perché “non possiamo continuare ad iniettare liquidità per coprire le perdite operative di AOM e di Air Liberté”. Fino a giugno Corti ha assicurato le iniezioni di liquidità per 115 milioni di franchi svizzeri. Poi si dovrà decidere, anche se il disimpegno è più che probabile, dal momento che per le due compagnie aeree francesi garantire il risanamento, in questo breve lasso di tempo, appare utopico. Sulla partecipazione minoritaria nella compagnia belga Sabena, Corti ha dichiarato che intende approfondire l’esame, prima di adottare decisioni.

Critiche all’accordo sullo spazio aereo

Il presidente di SAir Group non ha quindi lesinato le critiche all’accordo tra i ministri dei trasporti svizzero e tedesco sullo spazio aereo, definendo le concessioni fatte dal consigliere federale Leuenberger “molto gravi” e le misure tedesche “troppo restrittive, senza paragoni negli aeroporti tedeschi e che portano un grave pregiudizio all’attività ed allo sviluppo di Kloten”.

Corti ha quindi aggiunto che studierà scenari alternativi, tra i quali la rivalutazione del ruolo di Cointrin, l’aeroporto di Ginevra declassato proprio dalla Swissair pochi anni fa. A tal proposito è stato istituito un gruppo di lavoro proprio per valutare le possibili complementarietà tra Kloten e Cointrin che, secondo i piani di Corti, potrebbe diventare il terminale per i voli a lungo raggio di Swissair.

Il coraggio di cambiare

Sulla base della filosofia che “coloro che hanno paura del cambiamento avranno sia la paura sia il cambiamento”, il presidente di SAirGroup ha poi annunciato la sua prima riorganizzazione interna: un nuovo organigramma semplificato, suddiviso in otto comparti che rappresentano i settori strategici del gruppo. Una struttura gerarchica orizzontale, ognuna diretta da un responsabile, ha precisato Corti, per far pulizia degli innumerevoli intoppi burocratici della precedente struttura verticistica. Oltre agli otto manager, nella nuova semplificata direzione del gruppo entrano a far parte due senior executive officers ed i responsabili delle finanze e del personale.

Infine, i due ultimi risultati annunciati da Corti riguardano l’ottenimento di un prestito di un miliardo di franchi, che allontana lo spettro della crisi di liquidità ed una crescita della cifra d’affari dell’8 percento nel primo trimestre dell’anno. Risultati che lasciano ben sperare gli azionisti, anche se si dovranno fare ancora molti altri sforzi sia per far tornare la fiducia degli investitori, sia per riportare il valore delle azioni dagli attuali 110 franchi agli oltre 500 che quotavano nell’estate del 1998.

Sergio Regazzoni

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