Scambi commerciali Svizzera-UE: crescita costante
Gli scambi commerciali tra Svizzera e Unione europea hanno registrato una crescita costante tra il 1995 e il 1999. L'eccedenza dell'UE è salita a 10 miliardi di euro (16 miliardi di franchi) l'anno scorso.
Un rapporto dell’ufficio statistico europeo Eurostat analizza gli scambi commerciali negli anni 1995-1998 e fornisce cifre provvisorie per il 1999. Tra il ’95 e il ’98, le esportazioni UE verso la Svizzera sono aumentate del 12 percento, passando da 51 miliardi di euro a quasi 57. Le importazioni sono progredite nello stesso periodo del 14 percento, passando da 43 a 49 miliardi di euro.
Il tasso di crescita è rimasto nettamente inferiore a quello riguardante gli scambi tra UE e il resto del mondo nello stesso periodo, che è stato del 27 percento per le esportazioni e del 30 percento per le importazioni. Secondo le prime cifre disponibili per il 1999, le esportazioni dell’UE sono aumentate del 9 percento per raggiungere il 63 miliardi di euro, mentre le importazioni sono cresciute del 7 percento a 53 miliardi di euro.
I Quindici sono il principale partner commerciale della Svizzera, che dipende da essi per i tre quarti delle sue importazioni e per il 62 percento delle sue esportazioni. La Svizzera è pure nel gruppo di testa fra i partner dell’Unione europea. Dopo gli Stati Uniti, è la confederazione ad assorbire la più grande parte delle esportazioni UE ed è il terzo paese d’origine delle importazioni comunitarie, dopo USA e Giappone.
Esaminando gli scambi tra la Svizzera e i diversi Stati dell’UE, Eurostat rileva l’importanza del fattore geografico. I quattro paesi limitrofi realizzano insieme quasi i tre quarti del totale degli scambi UE con la confederazione. La parte dei paesi più lontani – Svezia, Finlandia e Gran Bretagna – è minima.
La Germania fornisce il 38 percento delle esportazioni comunitarie verso la Svizzera e acquista il 33 percento delle forniture svizzere all’UE. Le proporzioni sono del 18 e del 16 percento per la Francia, del 13 e 16 percento per l’Italia, del 5 percento nei due sensi per l’Austria.
swissinfo e agenzie
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