Segreto bancario agli sgoccioli?
«Prevedo che il segreto bancario in Svizzera cadrà presto, forse già l'anno prossimo»: la profezia è del ministro dell'economia italiano Giulio Tremonti.
«La lotta al terrorismo internazionale ne rende necessaria l’abolizione, le pressioni inglesi, americane ed europee sono fortissime», spiega il ministro in un’intervista pubblicata dal “Corriere della Sera”. Negli ultimi tempi Giulio Tremonti è spesso tornato a battere questo chiodo in relazione alla nuova legge italiana sul rientro dei capitali.
Tremonti ribadisce poi quanto già affermato lo scorso 28 novembre, dopo la decisione delle isole Cayman di rinunciare al segreto bancario su richiesta degli USA: «chi continuerà a tenere soldi in Svizzera sappia che sono soldi morti».
«I controlli saranno severi», avverte il ministro. «Con le telecamere alla frontiera?», chiede l’intervistatore. «L’indiscrezione ha qualche fondamento», risponde Tremonti.
Amnistia
A fine ottobre, il Parlamento italiano aveva adottato un’amnistia fiscale per facilitare il ritorno di fondi italiani detenuti all’estero in occasione del passaggio all’euro.
L’amnistia, entrata in vigore il primo novembre, durerà fino al 28 febbraio 2002, data della definitiva sparizione delle monete nazionali dei 12 paesi di eurolandia.
Per beneficiarne, il contribuente deve compilare una dichiarazione presso una banca o una società intermediaria incaricata della transazione e pagare una multa del 2.5 % sul capitale rimpatriato o investire il 12 % del montante in buoni del tesoro. La misura è stata denunciata dall’opposizione come un’opportunità per il riciclaggio del denaro sporco.
La Banca d’Italia stima a 500 miliardi di euro (735 miliardi di franchi) i capitali italiani piazzati all’estero per sfuggire al fisco. Il ministro Tremonti non ha dato indicazione alcuna sui montanti già rientrati.
swissinfo e agenzie
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