Semaforo verde al Salone internazionale dell’auto di Ginevra
E' partita la nuova edizione dell'esposizione automobilistica sul Lemano. Dal 1. al 11 marzo al Palexpo si potranno ammirare tutte le principali novità del settore. Quelle da non perdere provengono da Jaguar, Lancia, Fiat, Peugeot e Renault. Secondo la tradizione, la mostra è inaugurata dal presidente della Confederazione Moritz Leuenberger.
Il pacchetto delle novità è decisamente allettante: 47 mondiali, 13 europee e una quarantina a livello svizzero. Il 71° Salone dell’auto di Ginevra si presenta con questi numeri a addetti ai lavori, specialisti e grande pubblico, che si ritrovano ogni anno a fare la fila, gomito a gomito, davanti agli stand.
Sarà una nuova edizione record? Le premesse ci sono tutte. Battuto il primato degli espositori, in una superficie anche aumentata rispetto all’anno scorso, ora non resta che superare i 714’000 visitatori del 2000. Il risultato dei due giorni di pre-apertura fa pensare che siamo sulla buona strada: tra martedì e mercoledì ben 5’500 giornalisti, provenienti da 87 paesi, hanno osservato, tastato e abbondantemente fotografato le vetture in esposizione.
Alla base del successo dell’appuntamento ginevrino con le quattroruote ci sono la scadenza annuale, contrariamente agli altri saloni automobilistici europei che sono biennali, e la fortunata programmazione proprio nell’imminenza della stagione delle vendite. Un successo che tra l’altro rende meravigliosamente alla città e al cantone, con un indotto economico dell’ordine di 200 milioni di franchi.
Eppure non sono i grandi numeri ad attirare a Palexpo le grandi marche mondiali. Paradossalmente proprio l’ambiente familiare e la dimensione umana sono gli atout del Salone dell’auto di Ginevra. “Qui non è tanto grande e si riesce a vedere tutto” ci dice André Hefti, direttore del marketing di Renault Svizzera, “a Francoforte invece bisogna calzare scarpe da maratoneta e comunque non sei mai sicuro di aver visto tutto”.
Anche Leonardo Fioravanti, carrozziere e progettista di Moncalieri, dal suo piccolo stand situato di fronte a quello del gigante giapponese Toyota non risparmia gli elogi a Ginevra: “E’ il più internazionale dei saloni, dal punto di vista architettonico e di fruibilità dell’esposizione non ha rivali; per noi essere qui significa poter presentare il migliore dei biglietti da visita”.
“Una delle carte che giochiamo” ci spiega il basilese Bruno Lurati, alla sua prima edizione come direttore del Salone “è quella della neutralità, dato che la Svizzera non ha una produzione nazionale. Il nostro ruolo è quello di accogliere tutti, il più grande e il più piccolo, che qui non ha nessun timore di sfigurare”. E qual è l’obiettivo di questa edizione?. Lurati preferisce tenere bassa l’asticella. “L’anno scorso abbiamo battuto il record, con 714’000 visitatori, non voglio superare questo primato a tutti i costi, per me è piuttosto importante che il visitatore e l’espositore siano a loro agio… la qualità viene prima della quantità”. Sarà, ma dai suoi occhi traspare un ottimismo molto più significativo del modesto proposito espresso.
Per quanto riguarda i contenuti del salone, le novità mondiali più interessanti, quelle da non perdere, provengono da Jaguar, Lancia, Fiat, Peugeot e Renault, con modelli che si avviano ad essere commercializzati tra qualche mese. Ma per costruttori e progettisti diventa sempre più importante proporre ai saloni le concept-car, vetture ancora ferme allo stadio di progetto, per scoprire la reazione del pubblico. E’ l’aspetto più fantastico e avveniristico dell’esposizione, il visitatore guardandole si proietta in un’altra dimensione. Ma le innovazioni sono soprattutto nel design, oltre che nei materiali e nell’abbondanza di elettronica.
Per quanto riguarda la meccanica e il consumo di carburante, le prospettive non sono ancora rivoluzionarie, l’offerta mondiale si limita a qualche modello elettrico, a gas o ibrido, con prodotti che commercialmente sono ancora scarsamente competitivi.
Flavio Fornari
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