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Sempre più merci svizzere negli Stati Uniti

Stati Uniti, secondo partner commerciale per la Svizzera dopo la Germania Keystone

L'importanza degli Stati Uniti per l'economia svizzera cresce di anno in anno. Con una quota del 13%, gli USA rappresentano il secondo mercato delle esportazioni elvetiche, dopo la Germania.

Nel 2000 l’export verso gli Stati Uniti è progredito del 19%, salendo a 17,4 miliardi di franchi. È quanto risulta dal rapporto annuale della “Swiss-American Chamber of Commerce”, pubblicato martedì.

Al partner d’oltre Atlantico sono forniti soprattutto macchine, prodotti chimici e farmaceutici e orologi, ha rilevato il direttore della Camera di commercio Walter Diggelmann in una conferenza stampa a Zurigo. Nel primo semestre di quest’anno le vendite agli USA sono progredite, ma a un ritmo più lento (+7%), parallelamente al rallentamento congiunturale.

L’anno scorso gli Stati Uniti hanno a loro volta esportato in Svizzera merci per 10,3 miliardi di franchi, un terzo in più rispetto al 1999.

Diggelmann ha precisato che gli investimenti diretti hanno segnato nuovi record. Quelli svizzeri negli Stati Uniti hanno registrato nel 2000 un incremento del 52%, passando a 82 miliardi di dollari. La crescita è da addebitare in primo luogo alle banche svizzere. L’UBS ha rilevato la PaineWebber, il Credit Suisse il gruppo DLJ.

Si stima che circa 700 imprese svizzere occupino 350mila persone negli USA. I maggiori datori di lavoro elvetici negli USA sono il gruppo finanziario-assicurativo Zurich Financial Services con 33mila, l’UBS con 25mila e la Novartis con 20mila.

Il maggiore datore di lavoro americano in Svizzera è la catena di fast food McDonalds (6500 dipendenti), seguita da PriceWaterhouseCoopers (3600) e IMB (3300). Gli investimenti diretti di imprese americane nella Confederazione sono saliti del 12% a 55 miliardi di franchi l’anno passato. Le 650 imprese attive nel paese occupano complessivamente circa 70mila persone (+12%).

La Svizzera rappresenta una piazza attraente, tenuto conto di fattori quali ricerca e sviluppo, efficienza, innovazione, situazione politica e qualità di vita. Nella Confederazione mancano invece scuole internazionali, hanno sottolineato rappresentanti di imprese estere. Si tratta di un aspetto di grande importanza per attirare imprese straniere con i loro dipendenti e famigliari.

“La situazione è estremamente critica, molte imprese perdono la pazienza”, ha detto René Gisiger, manager delle risorse umane di Catepillar a Ginevra. Nel 2000 vivevano nel nostro paese 12647 americani. Il consigliere di Stato zurighese Ernst Buschor ha riconosciuto la necessità di offrire una formazione internazionale, e ha indicato che, in una futura modifica della costituzione cantonale, sono previste le premesse per migliorare la situazione nella regione di Zurigo.

swissinfo e agenzie

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