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Senatori favorevoli all’apertura del Passo del Gottardo

Per il Consiglio degli Stati il Passo del San Gottardo deve poter essere mantenuto aperto al traffico stradale anche d'inverno Keystone

Sull'apertura invernale del Passo del San Gottardo il Consiglio degli Stati ha una posizione opposta a quella del governo.

Contrariamente ai desideri del Consiglio federale, la Camera dei cantoni ha infatti approvato lunedì, con 34 voti senza opposizione, una raccomandazione del senatore liberale-radicale ticinese Dick Marty per l’apertura invernale del passo del San Gottardo il più a lungo possibile.

Nel suo intervento alla tribuna, Marty non ha risparmiato critiche, anche taglienti, al ministro dei trasporti Moritz Leuenberger (presente in aula) ed ha difeso la propria raccomandazione all’esecutivo affinché si adoperi per garantire la praticabilità, per quanto possibile, del Passo del San Gottardo anche in inverno. La richiesta del senatore ticinese era stata respinta la scorsa settimana dal Consiglio federale con una risposta scritta di mezza pagina dattiloscritta. Una risposta che Marty non ha esitato a definire «disinvolta».

L’esempio della Tremola

Il «senatore» ticinese ha ricordato come la vecchia strada del passo – la Tremola – fosse rimasta aperta fino agli Anni Cinquanta per buona parte dell’anno, senza problemi particolari. Per Marty si tratta di avere una visione strategica del problema, perché è necessario fornire un’alternativa al tunnel dal momento che un eventuale raddoppio della galleria autostradale non sarà realizzato prima di 10-15 anni.

Il consigliere agli Stati liberale-radicale ticinese non ha risparmiato le critiche alle informazioni sulla viabilità stradale diffuse dalla radio. Per esemplificare il proprio intervento ha indicato quanto gli era capitato al mattino: le informazioni radio davano neve sul passo, ma lui ha affermato di non averne vista mentre si recava a Berna. Per quanto attiene al divieto nei confronti di camion e autobus, Marty si è chiesto come mai non venga applicato ai mezzi pesanti che si recano, ad esempio, a S. Moritz.

Nella sua perorazione, il senatore ticinese ha tacciato di incomprensibile il rifiuto oppostogli dal governo per sistemare una segnaletica particolare che indichi, ai conducenti incolonnati per ore ai portali della galleria, la possibilità di percorrere la via alternativa del passo.

Le motivazioni del governo

Nella sua risposta scritta della settimana scorsa, il Consiglio federale aveva ricordato che l’A2 resta l’itinerario preferito dal punto di vista della sicurezza degli utenti e della protezione dell’ambiente e che una deviazione sul passo non poteva essere incoraggiata. Il Consiglio federale aveva inoltre risposto che l’apertura permanente, o parziale, della strada del passo avrebbe comportato oneri eccessivi e sproporzionati in termini di rapporto costi-utilità.

A tal proposito il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger ha ricordato una volta di più i costi previsti già nel 1990 per una simile eventualità: ripari antivalanghe, gallerie e dispositivi di minamento precentivo delle zone a rischio di slavine avrebbero comportato una spesa di 400 milioni e costi di gestione annui per 1,5 milioni di franchi».

swissinfo e agenzie

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